Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; FINANZA ; MONTI DI PEGNO ; STATO PONTIFICIO
anno <1957>   pagina <425>
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Le finanze pontificie e i Monti 425
11 Debito pubblico nel 1767 era di scudi 44.016.788,30;J) nel 1797 era di scudi 72.666.494. Quello delle Comunità fu stimato in 8 milioni di scudi erso la fine del sistema montista (l'ultima erezione avvenne sotto il ponti-lìcato di Pio VI, il 10 giugno 1793) si erano formate 16 partite distinte, ma ormai con l'interesse comune del 3 ; ad ogni azione si era attribuito il va­lore di 100 scudi romani; ossia di 535 lire circa. Queste condizioni comuni facilitavano la comprensione in un solo e medesimo registro di tutte le par­tite particolari del debito pubblico. Le azioni si elevavano complessivamente a 539.300,72 formanti un capitale di scudi 53.930.072 pari a L. 288 milioni 525.885,20 (scudo = L. 5,35), cioè decine di miliardi dei nostri. Le azioni erano per 225.642 attribuite ai privati e di queste i forestieri ne possede­vano 62.898; gli abitanti degli Stati romani 162.723. L'ultimo pagamento degli interessi fu eseguito nel bimestre novembre-dicembre 1797. Fu ripreso alla fine del 1801, ma sotto il più moderno aspetto di debito pub­blico e cioè con una audace riduzione delle rendite, avendo il m.p. 19 marzo 1801 stabilito che si pagassero solo i 2/5 degli interessi (in tutto scudi 3.462.306).
A proposito del Debito pubblico nota il Nina che per quanto nel corso di un secolo (15951691) fosse notevolmente cresciuto, pure il suo aumento era stato meno che proporzionale all'incremento delle entrate. Nel 1595 que­ste si calcolavano in scudi 1.600.000 che venivano assorbite dagli interessi dei debiti per un 1.030.000 scudi, ossia nella misura del 64,37 : mentre nel 1691 la percentuale discende al 56 , essendo le entrate pubbliche salite ad oltre 2 milioni e 255 mila scudi, mentre nello stesso periodo l'onere pei de­biti era passato a 1.270.000 scudi. La diminuzione dell'aumento proporzio­nale dunque era dovuta non già all'ammortamento, che anzi il volume era aumentato, bensì all'aumento delle entrate: la situazione era anzi peggio­rata e non si poteva più fare appello ai sottoscrittori con sicurezza di buon esito. L'esito del collocamento dei luoghi destinati a coprire gli attrezzi militari era rimasto incagliato , la commissione economica aveva deciso l'erezione del Monte difesa vacabile con emissione di cartelle da scudi 100 al 6 con la sopravvivenza di 3 anni.
In complesso i Monti rappresentavano uno dei gangli della pubblica eco­nomia e del benessere dei privati, come prova l'imponente movimento di ca­pitali e di rendite. Essi servirono alla causa per cui erano soprattutto stati creati; la difesa armata del cattolicesimo. Dice il Marchetti,2) che le armi cattoliche furono sovvenzionate dai 1542 al 1716 con 19.632.143 scudi; ma non si sarebbero trovati senza i prestiti pubblici. Questo cumulo di denaro è una delle spiegazioni dellTincrollabilità e dell'inespugnabilità della fortezza cattolica.
Il Debito pubblico nella sua fase di saldatura con i Monti comprendeva anche: l'antica amministrazione dei Luoghi di Monte dalla fine del secolo XVIII: le indennità date ai luoghi pii per l'alienazione dei loro beni durante il periodo francese; i debiti della municipalità di Roma dal 1809 alla rcstau-
!) Archivio iti Sfrato di Ruma, Camerale IT, C. Monti, Inulta 2.
2) Calcolo ragionalo del danaro,straniero tilt viene Roma f dn va per causi ecclesiastiche, Roma, 1800.