Rassegna storica del Risorgimento

AGRICOLTURA ; 1850-1860 ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1957>   pagina <433>
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Su vietate questioni relative alV agricoltura piemontese 433
riprende, favorita corto dalla nuova congiuntura bellica. Conviene a questo punto osservare che la congiuntura bellica, appunto, non appare di per sé sufficiènte a spiegare la forte ripresa ascensionale dei prezzi, in guanto dai documenti citati emerge che in analoga situazione, negli anni 1848-49, i prezzi delle succitate derrate avevano registrato addirittura una forte di­minuzione (durata per alcune, grano e segala, fino al 1851; per i legumi fino al 1852, per le rimanenti derrate fino al 1850), eccezion fatta per il riso che aveva segnato un irrisorio aumento da lire 23,39 a lire 23,67 all'ettolitro. La seguente tabella chiarisce meglio la questione:
Prezzo medio annuo di alcune derrate sul mercato di Torino nel 1848 e 1849
(in lire nuove piemontesi per ettolitro)
Anni
1848 1849
Vino
20 19,29
Riso
23,39 23,65
Legumi
16,43 14,48
Granturco
12,38 11,13
Segni a
14,95 11,39
Grano
23,69 22,48
Si paragoni questo biennio con quello 1859-60 e si noterà un anda­mento diametralmente opposto: e si che la guerra del 1859 fu vittoriosa, mentre nel 1849 si era avuta la sconfitta e l'invasione straniera.
Sembra evidente pertanto che la tendenza generale all'incremento dei prezzi, nonché gli sbalzi violenti e in generale l'ampiezza di tali sbalzi e lo stesso andamento agitato delle curve dei prezzi nel decennio, non siano esclu­sivamente dovuti a fenomeni congiunturali (guerra, carestie). Si può forse azzardare l'ipotesi (tenendo presenti altre cose cui accennerò), che al fatto congiunturale siano dovuti gli sbalzi in sé, mentre la loro frequenza, e, so­prattutto, la loro ampiezza inusitata e l'accentuarsi della tendenza generale all'aumento, siano da ascriversi ad ima mutata situazione complessiva del­l'agricoltura piemontese in rapporto ai precedenti anni del secolo.
A partire dagli anni 1850-51 è chiaramente visibile in Piemonte un vasto processo di accentuazione, in un modo o nell'altro, degli investimenti di capitale nella terra. Il capitalismo entra nelle campagne piemontesi attra­verso mille canali, e su una scala non prima veduta. L'opera del Cavour, sia, dapprima, al ministero dell'agricoltura, che, poi, alla presidenza del con­siglio e al dicastero delle finanze, appare costantemente volta ad aiutare, a facilitare in ogni modo questo grande processo di risveglio e di ammoderna­mento delle campagne del Piemonte. In questo quadro, il repentino dina­mismo che scrolla i prezzi agrìcoli con vaste oscillazioni, verrebbe ad apparire come uno degli elementi caratteristici di un processo del genere.
Una delle prime grandi iniziative del conte di Cavour, la formazione cioè del nuovo catasto stabile, fu per l'appunto da lui vista essenzialmente come una nuova, grande perequazione, come un'operazione cioè tendente a rendere equa ed uniforme la pressione fiscale sulla terra, permettendo agli agricoltori un più armonico sviluppo delle loro aziende. Presentando alla Camera il suo primo progetto di legge per la formazione del nuovo catasto, il conte di Cavour faceva per l'appunto notare come l'imposta fondiaria