Rassegna storica del Risorgimento
AGRICOLTURA ; 1850-1860 ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1957
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435
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Su alcune questioni relative all''agricoltura piemontese 435
E bene ricordare ancora, qui, che le cifre dello specchio non sono, come si è detto, state tutte rilevate nello stesso anno; esse mundi non sono del tutto univoche: il quadro che esse forniscono è, però, assai interessante.
La grande opera di perequazione fondiaria doveva essere, nella niente del conte di Cavour, solo la prima tra le misure destinate ad imprimere nuovo slancio all'agricoltura del Piemonte. Tralasciamo di accennare alla sua politica di abbattimento degli intralci doganali al libero commercio, poiché si tratta di cosa nota, per toccare, per sommi capi, altri cinque argomenti: la canalizzazione, l'introduzione di macchine agricole, il drenaggio, la diffusione dei concimi chimici, il credito fondiario.
La situazione della rete dei canali nella pianura piemontese irrigua (Vercelli, Novara, Lomellina), soddisfacente per molti versi, presentava per altro, nel 1850, gravissimi inconvenienti. ') I canali demaniali, affittati alla privata speculazione, erano gestiti in maniera del tutto irrazionale: le acque demaniali si confondevano con quelle private; nel Vercellese, ricchissimo di acque, ne veniva fatto un colossale spreco, e il Novarese e la Lomellina ne pativano scarsità. Scaduti nel 1853 i capitolati d'affitto alla spe> ulazione privata, il conte di Cavour, insieme ad un altro suo geniale ed infaticabile collaboratore, l'ingegnere Carlo Noè, iniziò l'attuazione di un progetto grandioso, tendente ad unire in un solo consorzio tutti gli agricoltori dell'OvestSesia (Vercellese): a tale consorzio sarebbe poi stata affidata la gestione dei canali demaniali. 2) E non solo. Sin d'allora, sotto la personale ispirazione del Cavour, il Noè dette opera ad un altro arditissimo disegno: il completamento cioè della rete dei canali demaniali del Vercellese in maniera da consentire, in caso di necessità, e, successivamente, in permanenza, l'invio di ingenti masse d'acqua provenienti dalla Dora Baltea (uno dei due fiumi a regime costante del Piemonte) all'Est della Sesia,, nel Novarese.
Tale progetto doveva attraversare due fasi: dapprima l'acquisto di tutta una serie di canali e ragioni d'acqua da parte del demanio, onde completare la rete demaniale senza soluzione di continuità; di poi la messa in opera di un grande progetto, dovuto ad un modesto e geniale agricoltore vercellese, Francesco Rossi,3) e che il Cavour e il Noè avevano saputo apprezzare: vale a dire la costruzione di un grande canale destinato a tale compito. Com'è noto, il grande statista venne a morte prima che i lavori del nuovo canale fossero iniziati: ma egli ne fu l'ispiratore e lo volle, e ben a ragione esso porta il suo nome.
1) CÈCé Amministrazione Speciale dei Canali demaniali d'irrigazione, Cenni storici e descrittivi circa al Canale Cavour ed ai suoi diramatori e subdiramatori di proprietà demaniale, Torino, Stamperia reale della Ditta G. B. Paravia e C, 1878; e NICOLA. STOLFI, / Canali Cavour, la loro organiszazione e la loro natura giuridica, in fi Diritto dei pubblici appalti, anno XI, un. 2-3-4, morzo-aprile-iuuggio-agoato 1918.
2) cfr. Cenno sul progetto d'una Associazione d'irrigazione. all'Ovest della Sesia, deWing. C. Noè. Vercelli, Tip. Gugliemoni, . d.
:i) MVAST, Sez. II, Archivio Sistemato, Acque, Po fiume, mazzo I. si trova una lettera in. data 20 maggio 1857 con cui King. Noe chiede al Cavour la concessione di un sussidio al geom. Francesco Rossi, indicando esplicitamente quest'ultimo come l'ideatore e il progettista del grande canale che si voleva costruire., e specificando che U Rossi trovuvusi ora in disagiato condizioni. U Cavour accordò due sussidi, ano di 500 lire, l'altro di 400.