Rassegna storica del Risorgimento

AGRICOLTURA ; 1850-1860 ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1957>   pagina <436>
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Raimondo Luraghi
Meno noto è il vastissimo piano d'acquisto dei canali privati clic pre­cedette. ') Furono, tra gli altri, acquistati, in un periodo che si estende dal 1856 sino agli inizi del 1861, la roggia molinara di Olcenengo; i eanali dell'Or­dine manriziano, tra cui il cosi detto Gran Cavo, che, diramandosi dal Na-vilctto di Saluggia, ha un percorso di ben 40 km.: il roggione di Vercelli; il grande roggione di Sartirana: tutti necessari a permettere il transito delle acque della Dora verso I'oltre-Sesia. Con questi atti che implicavano cospicue spese, il governo Cavour operava nel contempo un importante trasferimento di capitali all'Investimelit.o agrìcolo. I canali acquistali erano infatti pagati in titoli del debito pubblico: in altre parole, lo Stato, mediante il debito pub­blico, prelevava capitali giacenti., e li investiva nell'acquisto e nella costru­zione dei-canali, cioè in una imponente opera di miglioria fondiaria.
Esigenze di brevità spronano a toccare appena altre questioni cui ho accennato. La produzione di macchine agricole aveva preso impulso in Pie­monte sin dal 1850, allorché era stata fondata in Acqui una nuova fabbrica produttrice di attrezzi agricoli moderni. 2) Nello stesso anno, all'esposizione di Torino, erano stati presentati: il nuovo aratro Sambuy, posto in vendita a 55 lire; una raccoglitrice di pietre dai campi; una inaffiatrice; 3) dà quel momento i successi si erano susseguiti: il tagliapaglia e il tagliafoglie Crotti; la sgranellatrice Gariglio; varie trebbiatrici: tutto materiale di pro­duzione piemontese.4)
Di pari passo andava l'attività importatrice di macchinario. Nel 1856 fu infatti costituita la società italofrancobritannica per l'introduzione in Italia, e specialmente negli Stati sardi, di macchine agricole. La compagnia si proponeva non solo di importare, ma anche di produrre in loco le più moderne macchine agricole britanniche, mediante uno stabilimento proprio Il Governo la appoggiava, e provvedeva con lettera ad ordinare a tutti gli Intendenti di dare alla compagnia i massimi aiuti. 5)
Le nuove macchine riducevano notevolmente i costi di produzione. Si calcolava che, usando la nuova trebbiatrice Morelli, con una spesa di lire 6,10 si potesse provvedere al taglio, battitura, pulitura e vagliatura del grano raccolto su una giornata piemontese di terreno (38 are); con il vecchio metodo la spesa ascendeva a lire 13,30. L'economia era dunque di lire 7,20. Poiché una giornata di terreno dava in media 20 emine (hi. 4,60) di grano, che a lire 4 l'emina formavano un valore di 80 lire, l'economia realizzata con la trebbiatrice Morelli era del 9 del valore del prodotto per giornata pici-montese. *)
Notevole sviluppo stava prendendo nello stesso periodo la pratica del drenaggio. Antesignano del drenaggio era il Cavour, che lo aveva praticato
1) Vedilo in MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMSERCJQ, DIREZIONE GENERALE
DELL'AGRICOLTURA, Carta idrografica d'Italia, Irrigazione del Piemonte, Canali demaniali d'irrigazione nelle Province di Torino, Novara, Pavia e Alessandria, Roma, Tip. Nazionale UiG. Bcrtcro. 1902.
2) Gazzetta Piemontese, n. 108, 23 aprile 1850.
3) Gazzella Piemontese, n. 146, 8 giugno 1850.
*ì Gazzetta Piemontese, anni 1850-1860, passim.
3) AST, Saz. It, Arch. Sist., Agricoltura A-Z, brochure del 1 ottobre 1856. 'J Giornale delV Associazione Agrario degli Siati Sordf eerie II, a. I, 1850, Torino, Tip C. B. Paravia, 1851.