Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO ; FRANCESCO V D
anno <1957>   pagina <439>
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ALCUNI ASPETTI DELLA POLITICA
ECONOMICO-SOCIALE DI FRANCESCO IV
E FRANCESCO V D'ESTE A REGGIO
Numerosi studi hanno ormai assodato che Francesco IV se nell'indirizzo politico fa una rigida figura di assolutista, fu tuttavia una personalità assai forte e nel campo della politica interna fece delle ottime cose per il bene del suo Stato.
H suo governo era in perfetta armonia con i programmi della Restau­razione anche sul piano economico, in quanto rivolto ad impedire l'aumento delle classi medie ed il loro trasformarsi in classi produttrici e, per converso, a consolidare il proprio potere sul favore dei ceti popolari. Considerata rispetto alle sue presupposizioni politiche, avremo, tuttavia, elementi per rilevare che la sua politica economica portava in seno delle antinomie insolubili.
I primi anni del suo governo conobbero i problemi angosciosi posti da una generale crisi agricola che determinò grave carestia di frumento e di altri cereali; il Duca si adoperò in svariati modi per rimediare a questa sciagura in Reggio e provincia. Vietò l'esportazione del grano, ne fece larghi acquisti a proprie spese in Ungheria e nei porti dell'Adriatico per vincere l'ingordigia degli speculatori e venderlo a prezzi più miti. Condusse una lotta decisa contro iricchi monopolisti ordinando al governatore di intimare ad essi di met­tere in commercio tutto il frumento in soprappiù del loro fabbisogno oppure lo fece requisire d'autorità. Giacché i fornai si erano rifiutati di attenersi al prezzo di calmiere del pane, prese un provvedimento di municipalizzazione del pane stesso, facendo aprire in città, a spese del Comune, un forno al quale i proprietari terrieri erano tenuti a fornire un quantitativo di frumento nella misura del loro estimo. Nonostante tali misure, perdurava la mancanza dei mezzi di sussistenza e sotto la spinta della fame si minacciavano tumulti popolari.
Allora Francesco IV ricorse a forme di soccorso straordinario e di prov­videnze speciali alle popolazioni. Introdusse l'uso di distribuire minestre ai poveri a prezzo minimo; dispose, nel 1816, di togliere dai suoi granai pri­vati 120 sacchi di frumentone, 4000 pesi di patate, 1000 di riso e 50 di lardo per i Comuni più bisognosi. Per dare lavoro ad una parte di disoccupati, or­dinò l'esecuzione di lavori pubblici da ripartirsi in città e campagna in modo da impiegare circa un centinaio di lavoratori; istituì una Casa del lavoro ove 500 poveri furono accolti e adibiti alla fabbricazione di tele da vela, tele da tovaglie e tovaglioli, tele fini di lino e cordami, e quando essa fu chiu­sa, ad ognuno dei poveri venne data una piccola elemosina onde potessero intanto provvedersi di lavoro . Con un decreto lanciò un appello ai ricchi per chiedere offerte a sollievo della classe più colpita dalla miseria, conseguendo un soddisfacente concorso di somministrazioni tanto in denaro che in generi.
Essendo le finanze stremate dalle guerre dell'Impero, in quello stesso anno Francesco IV assunse a suo carico il debito di 200.000 fiorini di cui nel 1796 I comuni erano stati gravati per sostenere le guerre dell'Austria contro la Francia e che erano stati dati loro in prestito da Ercole HI- Stabili nuovi