Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO ; FRANCESCO V D
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1957
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Fernando Manzoni
aggravi tributari che nel complesso furono assai modesti come quelli sul sale, sul tabacco e le tasse di bollo; Fuso della carta bollata fu limitata agli atti giudiziari ed ai contratti. Alcuni pesi fiscali furono invece aboliti come l'albi' Raggio e l'ubena, le tasse di patente e di esercizio delle professioni e delle arti. Sebbene più tardi venisse colpito con tasse il bestiame, in generale gli aggravi non erano eccessivi, ed il Balletti scrive che in nessun Stato d'Italia le imposte dei predii urbani e rurali erano allora più lievi che nel Ducato.
La pronta e generosa opera di sollievo dei poveri e di organizzazione di soccorso anche con l'impiego di considerevoli spese fu una delle caratteristiche del suo governo: così nel 1816, quando la provincia di Reggio fu colpita duramente dalla febbre petecchiale ohe mietè numerose vittime; nel 1832, perii flagello del terremòto, e nel 1836, per l'epidemia di colera. In quest'ultima circostanza egli emanò tutta una' serie di ordini preventivi da cui appare che tutto fu preordinato e disposto saggiamente allo scopo di preservare le popolazioni dal contagio o almeno di creare la possibilità di limitare gli effetti del morbo. Altre opere significative, perchè ispirate da un fine benefico, furono il rinnovamento dell'Ospedale psichiatrico di S. Lazzaro, per il quale non lesinò mezzi finanziari all'illustre scienziato Antonio Galloni che fu da lui mandato a visitare i manicomi italiani e fece poi dell'istituto uno dei meglio organizzati d'Europa; la costruzione di una amplissima e ben dotata Casa di ricovero per tutti gli inabili al lavoro allo scopo di combattere la piaga dell'accattonaggio.
Altri suoi atti di governo attestano non solo una viva sensibilità per le condizioni delle classi povere, ma anche il fervore e la volontà di una sistematica e previdente politica economica. Prescrisse al Monte di Pietà di ricevere in pegno il frumento, il frumentone e la fava, dando ai proprietari i due terzi del loro valore all'epoca del raccolto e determinando così un prezzo regolatore che impedisse le oscillazioni rovinose specialmente per il ceto degli affittuari e dei coloni. La penuria di grano afflisse la provincia soprattutto nei primi anni del suo regno, in particolare nei paesi della pianura; occorreva perciò assicurare celermente la farina alle popolazioni e a tale scopo egli istituì tre fariniere a Bagnolo in Piano, Novellata e Correggio: si trattava di depositi di farina dotati ciascuno di 500 sacchi che venivano cambiati col grano. La medesima finalità ebbe una seconda specie di depositi di farina di castagne a Castelaovo Monti, Marola, ViMaminozzo. Carpateti conservanti i prodotti di annate buone nella eventualità di annate magre. Questi magazzini erano di sua proprietà personale, il che ha fatto sottolineare da parte di alcuni storici la sua avidità e la tendenza a porsi lui stesso come' il principale monopolista dei suoi Stati. Certamente egli cercò di investire le sue ingenti ricchezze in varie forme di imprese economiche, anche commerciali e industriali, specialmente a Modena e Carpi, ma bisogna riconoscere che la sua volontà di un privato monopolio era accompagnata e, in gran parte, coincideva con l'intenzione di favorire l'interesse ed il bene pubblico: con le due suddette iniziative egli era infatti in grado di paralizzare il monopolio degli speculatori tendente a far crescere smisuratamente il prezzo delle farine. 11 cronista Viani esprimeva il pensiero di molti scrivendo: H Duca è 31 capo degli incettatori: difatti i granai che tiene in tutte le parti dello Stato lo hanno dimostrato chiaramente; e lo stesso Duca in un suo promemoria a proposito di questi magazzini, notava che taluno da principio li interpretava come oggetto