Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; FRANCESCO IV DUCA DI MODENA E REGGIO ; FRANCESCO V D
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1957
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Fernando Manzoni
gio: Il Buongoverno . Lungi dall'essere illuminato, per la ripugnanza a quelle riformo e spese, come per l'istruzione e ferrovie, che avrebbero potuto produrre novità ed intaccare lo spirito di ossequio all'autorità, osservando tuttavia che fu attivo e sensibile ai bisogni popolari il Governo di Francesco IV si può definire un paternalismo generoso e intelligente. Spettò al figlio Francesco V, sotto molti aspetti a lui inferiore, accentuare i lati moderni della politica paterna e contribuire così alla crisi del sistema politico dello Stato.
Sul piano delle provvidenze beneficile a protezione delle classi povere, vari suoi interventi furono dettati nel solco della tradizione paterna. Durante la carestia del 1846 aperse a Reggio una manifattura di tela per donne e ragazzi, e fece portare in città ben 3200 sacchi di frumento. Per il colera del 1855 decretò una pensione mensile di L. 20 a tutte le donne vedove sprov viste di sussistenza, dispose l'uso dei generi del Monte annonario e ordinò ai comuni la somministrazione a prezzo mite di minestre cotte, pane, farina e legumi ai poveri. Durante i lavori di costruzione del nuovo teatro di Reggio, per i quali i reggiani si addossarono per un decennio un'imposta complementare di L. 65.000, il Duca vietò espressamente al Comune di aggravare il dazio di consumo, siccome quello che colpisce i miserabili negli articoli di pura necessità . Talvolta la carità assumeva in lui forme meschine, come quando un giorno a Quattro Castella da un balcone gettò ai poveri manciate di monete divertendosi del parapiglia.
Sebbene fin dal 1847 mostrasse chiaramente il suo orientamento, opponendo un rifiuto alla lega doganale stipulata fra il Piemonte, Parma e il Papa, nondimeno promosse e autorizzò delle iniziative che approdarono al risultato di stimolare un rinnovamento che ai dimostrerà incompatibile con l'involucro dello Stato. Appena salito al trono ordinò al Ministero di Pubblica Economia di proporre agli studenti sia dello Stato che stranieri due temi a premio su argomenti riguardanti le terre reggiane e modenesi: uno sui fiumi Panaro e Secchia con particolare riferimento al problema delle arginature ed alle proposte pratiche per le rispettive sistemazioni, l'altro sui mezzi migliori per aumentare le acque a beneficio dell'irrigazione. Nel dicembre 1846 sancì un regolamento generale per la tutela e l'incremento dei boschi specialmente nelle zone montane. Nel gennaio 1848 promulgò una legge sulla espropriazione per pubblica utilità, in forza della quale chiunque era tenuto a cedere per motivo di pubblica necessità i terreni e i fabbricati dietro il pagamento di una adeguata indennità.
Con una convenzione dell'agosto 1851 fu sollecito ad allacciare Reggio e Modena al resto dell'Europa mediante il congiungimento telegrafico conia rete germanica e in seguito con gli altri Stati; e nel giugno 1852 introdusse nel servizio postale il sistema dei francobolli a tariffa assai mite. Affrontò, anche se malvolentieri, il problema delle ferrovie entrando a far parte della convenzione del 1 maggio 1851 per la costruzione di una linea detta Centrale Italiana che da Piacenza doveva raggiungere Bologna e Pistoia allacciandosi a Reggio con altra proveniente da Mantova. Solo nel '56 i lavori vennero intrapresi con energia, e la ferrovia fu inaugurata il 21 luglio '59 poche settimane dopo la caduta definitiva del Ducato estense.
Ma fra Io istituzioni Borte a Reggio in quello che per l'Italia fu il decennio di preparazione la più importante fu senza dubbio la creazione di una Cassa di Risparmio, opera di un distinto cittadino, Pietro Manodori, figura