Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; ECONOMIA ; GERMANIA
anno <1957>   pagina <446>
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Umberto Marcelli
tam.en.te estesi agli altri due, a meno che questi vantaggi non derivassero dalla conclusione di una completa e perfetta lega doganale stipulata da Mo­dena e Vienna fra di loro o con altri Stati, nel qual caso i trattati esistenti tra Vienna, Torino e lo Zollverein prevedevano il non funzionamento della clausola della nazione più favorita.J) Il gabinetto di Vienna credette di pre­venire la reazione del Piemonte e di Berlino, mascherando da trattato di lega doganale il trattato commerciale con cartello daziario stipulato con la soia-Modena il 15 ottobre 1857, 2) dopo circa un anno di difficili e pedantesche trattative svoltesi prima nella città estense tra il Forni, il Lebzeltern ed il consigliere Calvi, poi nella capitale danubiana tra il De Volo, il Bruefc il Kraus e il De Hock. Era assai facile comprendere che il Piemonte e la Prussia difficilmente si sarebbero lasciati ingannare da quelle apparenze, se avessero avuto interesse a reagire; ma Vienna volle sperare nel meglio, e soltanto pre­munì se stessa e Modena dall'eventuale reazione di quei due Stati, stabilendo, in un articolo segreto, che in tal caso il trattato del 15 ottobre 1857 sarebbe divenuto inoperante, ed al suo posto, a regolare i rapporti commerciali tra essa e il Ducato, sarebbero sottentrati i trattati di commercio che essa aveva con la Sardegna dal 1851.
Le vere ragioni che ispiravano Vienna ad imporre a Modena e, se possi­bile, anche a Parma un cartello daziario sulla falsariga di quello esistente tra essa e lo Zollverein, furono rivelate per ordine del Buoi il 12 marzo 1857 dal Lebzeltern (rappresentante austriaco nei Ducati) al Forni, mediante una lettera 3) di per se stessa assai importante, a nostro parere, e che aveva per allegato una Memoria *) di non minore importanza. In questi documenti il Buoi esponeva le grandi linee di un piano politicodoganale pieno di genia­lità e di spregiudicatezza, dettato da quel grande uomo d'affari, più che alto funzionario austriaco, quale fu il De Bruck.
Le ulteriori intenzioni del gabinetto viennese tendevano all'im­portantissimo e luminoso scopo di stringere in vincoli commerciali e doga­nali due grandi nessi, Italiano l'uno, Austro-GermanicoItalico l'altro . A nord delle Alpi c'era lo Zollverein che tendeva a stringere in unità economica la Germania; c'era l'Impero asburgico, vasto e cosmopolita, comprendente nei suoi confini politici (è bene ricordarlo) assai più che l'Europa danubiana, Impero che, pressato dalla politica nazionalistica sotto aspetto doganale di Berlino, già aveva fatto cadere la linea daziaria interna tra l'Ungheria e l'Au­stria, 5) e già si era imposto una tariffa doganale che si avvicinava a quella dello Zollverein, nello sforzo di offrire agli Stati tedeschi una maggior con-
1) Trattato di commercio e di navigazione tra Sardegna e Austria 18 ottobre 1851, art. XV e art. separato; trattato di repressione del contrabbando sulla linea confinaria tra le stesse potenze, 22 novembre 1851; accessione ad entrambi i trattati del Duca di Modena, in data 1 luglio 1853, ed in forza dell'art. XXI del primo, e dell'art. XXTV del secondo; trattato austro-prussiano del 19 febbraio 1853, art. II e IV, e art. XXVI.
*) Le preoccupazioni di Vienna si trovano espresse nello Specchio dei prìncipi della progettata nuova Unione fin dal 9 febbraio 1857 (A. R. M. A. E., F. 45, fase. 1248).
3) A. R. M. A. E., F. 45, estratto dal fase. n. 1291.
4) Ibidem.
5) Si legga quanto scrive il De Volo: Il barone Bruck, uno dal 1849 Ministro austria­co del Commercio, attratto da cosi prospero successo [dello Zollverein], non tardò a con­cepire l'idea di associare all'Austria lo Zollverein, perchè non a torto scorgeva la ognor cre­scente preponderanza che la Prussia, lasciata senza competente concorso, andava acquistando