Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; AUSTRIA ; ECONOMIA ; GERMANIA
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1957
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Umberto Marcelli
detti passeggeri e delle merci, massime per le strade ferrate già in costruzione... ') Ci sembra che il Granduca sentisse quasi il fato storico, di cui il Nonno suo stesso si era fatto strumento, e da cui egli stesso stava per essere travolto, nonostante la sua prudenza. Quella sua prudenza, che egli in questo documento ricorda: A me par di travedere nella mossa e nelle iniziative dell'Austria il desio di un concerto dei Princìpi Italiani, al qua! concerto lavorai inutilmente altra volta perchè Napoli volea star da se (sic)* concerto forse bramato nel tempo che Piemonte si studia esercitar esso supremazia ed influenza sulle popolazioni de* Nostri Stati . z) Il Forni richiese, com'era di regola, il parere anche del suo ministro delle finanze, il Tarabusi, parere che fu entusiasticamente favorevole: XI Mediterraneo e V'Adriatico, dove sarà ricondotto anche il Commercio orientale, diventano due confini più importanti del nuovo Territorio: e non è a dire quanta attività si mostrerebbe nei porti aperti al transito, e deposito delle merci per tutte le direzioni di una buona parte d'Italia, con vantaggio ed incremento anche dell1 industria agricola nazionale, primo fon* damento della ricchezza della Penisola. E questi vantaggi si farebbero più sensi* bili per noi che pel trattato coWAustria saremmo posti nel centro del commercio fra la Toscana il Pontificio da una parte, il Lombardo e la Germania dall'altra.3) Era, però, necessario, secondo lui, che entro il territorio doganalmente unificato si applicassero in modo assoluto i principi del liberalismo economico, abolendo le linee daziarie intermedie.
Allora il Forni si recò a Bologna ad incontrarvi mons. Berardi, sostituto della Segreteria romana di Stato, presente in quella città in occasione del viaggio di Pio IX. Da questi colloqui il ministro ritrasse l'impressione che la Santa Sede fosse disposta ad entrare nel nuovo ordine di idee, e si decise a fare un altro passo sulla strada delle trattative, consegnando al Berardi un Promemoria nel quale precisava quale fosse lo scopo della lega. ** Sembrava, dunque, che l'iniziativa austriaca si avviasse al successo. Noi sentiamo, a questo punto, la necessità di chiarire l'origine di questa iniziativa. Abbiamo già accennato al De Bruck, quale suo ideatore; adesso ci resta da ricordare che il De Bruck fin dal 1849 aveva formulato il piano di cui discorriamo, collegandolo ad un progetto di strada ferrata che allacciandosi per Mantova a quella del Lombardo Veneto, percorresse l'Emilia e si estendesse da una parte a Parma, dall'altra a Bologna, per quindi salire lungo il piccolo Reno all'Appennino e discendere a Pistoia. Era sostanzialmente l'idea
*) Riscontro del Granduca di Toscana a latterà del Duca in cui parlava della Lega Doganale fra gli Stati dell'Italia centrale desiderata dall'Austria con- insinuazione che si dovesse proporre da Modena, e in cui si diceva die Modena avrebbe lasciato volentieri Pinisiativa a Roma o alla Toscana (A. T{. M'. >,.i:.. foglio da tenersi unito al n. 87 Prot. Riservato 1857).
*) Ihit!mi; una conferma che ia politica austriaca tendeva fin dal 1849 ad una simile lega doganale, l'abbiamo dal DB Voto, cit., I, p. 377; e dal Promemoria relativo agli antecedenti che sussistono per una Lega che tocchi omelie la materia daziario tra Modena, Toscana e Stati Pontifici, d., ma del 1857 (A. B. M. A. E., filza 45, estr. dal fase. n. 1291), ove esiste anche la conferma che il progetto nel 1851 andò a vuoto per l'opposizione di Napoli.
8) II Ministro delle Finanze al Ministro degli Affari Esteri, 8 agosto 1857 (A. B. M. A. E., filza 45 ecc., ci'*.).
*) Per queste notizie si vedano le lettere del Forni al Ministro delle Finanze e al Ministro del Buon Governo del 21 luglio 1857 (filza 45, fase. 1291 cit..), la Determinazione d'Uffizio in data 20 luglio 1857, la copia del Promemoria consegnato a mona. Berardi a Bologna, il 4 luglio 1857 (ibidem).