Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; ECONOMIA ; GERMANIA
anno <1957>   pagina <452>
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Umberto Marcelli
riuscire tollerabili, per quei tempi ed entro certi limiti. Insomma, attorno al 1859, urgeva specialmente la distruzione delle dogane esistènti tra gli Stati dell'Italia centrale, perchè il capitalismo internazionale procedesse col suo programma ferroviario nella nostra penisola, e Vienna, riallacciando mediante il De Bruck queste esigenze economiche alle esigenze della sua grande poli­tica a nord e a sud delle Alpi, tenta di soddisfare le une e le altre durante il decennio 1849-59. Il trattato di lega doganale austro-estense del 15 otto­bre 1857 aveva un'appendice di quattro articoli segreti 1) il primo dei quali prevedeva la lega doganale di Modena con l'Italia media e con l'Austria e subordinava il trattato stesso a queste future combinazioni.
Dopo le risposte cautamente favorevoli di Modena, di Firenze e del Pa­pa, dopo la ratifica del trattato di lega doganale tra Modena e l'Austria, sem­brava, alla fine del 1857, che Vienna fosse bene avviata al raggiungimento del suo grande scopo. Senonchè difficoltà gravi si manifestarono nel 1858. Alle conferenze, che si tennero a Vienna tra i rappresentanti dello ZoHverein e quelli dell'Impero nel gennaio-aprile di quell'anno, i primi misero in di­scussione il trattato di lega austroestense, contestando a questa (com'era stato preveduto) il carattere di vera e propria lega doganale. I rappresen­tanti imperiali riuscirono ad ottenere sul momento l'acquiescenza dei loro colleghi dello Zollvcrein, ma era previsto che alla ripresa delle conferenze, per allora sospese, la questione poteva essere risollevata. 2) E fu risollevata, infatti, ma prima del momento preveduto da Vienna, e da altra parte, da Torino: una lettera del Cavour, in data 9 dicembre 1858,3) negò che il trat­tato austro-estense avesse costituito una vera e propria lega doganale tra i due Stati, e domandò l'estensione al Piemonte delle reciproche concessioni commerciali. La diplomazia austriaca espresse subito la convinzione che la mossa del Cavour fosse stata provocata dalla Prussia, la quale, a suo parere, gli aveva suggerito gli argomenti contro il trattato austro-estense; è, infatti, impressionante la similarità tra quelli espressi a Vienna dai rappresentanti dello ZoHverein, e quelli espressi nella lettera del Cavour. Vienna suppose un contrasto tra i rappresentanti di Berlino, che durante le conferenze di cui abbiamo parlato si erano praticamente dimostrati acquiescenti, e il Governo prussiano, più intransigente, e che quindi aveva cercato di riparare l'errore dei propri rappresentanti senza sconfessarli, ma provocando la mossa del Piemonte* *3 Vienna e Modena si dovettero acconciare a dichiarare inope­rante il trattato del 15 ottobre 1857, e così saltò, per allora, il perno della pro­gettata grande lega doganale. s) Per allora, perchè subito Vienna s'impegnò
!) A. R. M. A. E-, '!., Articoli Segreti da aggiungere al Trattato di toga doganale Àu­stro-Estense-, art. I.
2) Copia di lettera del sig. Conte di Paar a S. E. il sig. Conte Forni in data 26 lo­glio 1858 (A. R. M. A. E., ri/.): Copia di lettera del Ministro delle Finanze di Modena al Ministro degli Affari Esteri in data 30 agosto 1858; lettera del Forni al De Volo in data 11 set­tembre 1858 (ivi).
3) Si trova nell'A. R. M. A. E., cfc. Si noti che il Cavour, nonostante la rottura delle relazioni diplomatiche, invio direttamente una lettera eguale di contenuto a Vienna.
*) De Volo al Forni, 20 dicembre 1858 (A. R. M. A. E., eit.).
5) Forni al De Volo, 27 dicembre 1858 (A. R. M. A. E., eit.). Si ebbe una rapida pole­mica tra Torino, Vienna e Modena intorno albi natura del trattato 15 ottobre 1857, contro il quale Torino ai era mosso dopo oltre un anno dalla sua pubblicazione e dalla sua entrata