Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; AUSTRIA ; ECONOMIA ; GERMANIA
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1957
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453
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Un progetto di nesso economico italo-catstro-gerntanico 453
a riconsiderare operante, nel 1861, e cioè allo scadere dei trattati commerciali con Torino, il trattato austro-estense, e s'impegnò a non più assumere, in nuove eventuali convenzioni, obblighi che le impedissero di far funzionare quel trattato. *) Nello stesso tempo il Buoi rinnovò le pressioni su Francesco V, perchè spingesse avanti coi sovrani interessati le trattative per la lega doganale dell'Italia media, affinchè a tempo debito tutto fosse pronto per il funzionamento del grande nesso economico italo-austro-germanico: si pensava di riuscirci, com'è chiaro, intorno al 1861, proprio per il torno di tempo nel quale si prevedeva che la costruzione della strada ferrata dell'Italia centrale sarebbe stata terminata: difatti entrò in funzione nel 1863. Per allora il Buoi propose di affidare una missione segreta sulla grave questione all'ambasciatore estense a Vienna, Teodoro Bayard De Volo. Il Forni si oppose, *) sembrandogli tale missione ormai inopportuna: l'alleanza franco-sarda gravava ormai come un incubo sull'Europa, e specialmente sui principi italiani. Francesco V era appena tornato da un viaggio a Napoli, a Roma e a Firenze, ove aveva trovato i suoi confratelli e il Papa assai freddi; o addirittura ostili al progetto austriaco. Ognuno temeva per la propria politica esistenza, nel caso che si fosse realizzato il grande nesso economico dell'Italia media, anche se ci fosse stata l'influenza tranquillizzante dell'Austria: la politica bonapartista sopravvenne poi ad immobilizzarli. L'Austria instò, che proprio il grande pericolo, se rendeva inopportuna la progettata missione segreta De Volo per non fornire pretesti d'attacco al Piemonte e alla Francia,s) rendeva però urgente che gli Stati italiani si unissero economicamente tra loro e col nesso austro-germanico, perchè soltanto cosi la loro esistenza politica sarebbe stata garantita contro i nemici interni ed esterni, e perchè soltanto così essa Austria avrebbe trovato in loro dei validi alleati, e non dei pesi morti da sostenere, con grave dispendio di energie. 4) A troncare ogni discussione ed ogni trattativa, sopravvenne il cannone di Solferino e S. Martino, che diede alla storia d'Italia un indirizzo ben diverso da quello che l'Impero asburgico con tutta la sua possanza stava ormai per imprimerle. L'iniziativa cavouriana era stata più che mai tempestiva.
UMBERTO MARCELLI
in vigore (ed anche attesto potrebbe essere un segno che il Cavour agi sulla base dell'insinuazione della Prussia, al fine di legarla a sé contro l'Austria). Sulla polemica si vedano le lettere del Tarabini al Forni, 17 gennaio 3859, la Memoria del Tarabini, 8 gennaio 1859, la Nota del Forni al Cavour, 19 gennaio 1859 (A. R. M. A. E., eit.).
1) Paar al Forni, 17 maggio 1859 (A. R. M.A.E., eit.).
2) Osservazioni sullo proposto o sui desideri verbalmente espressi dal Conte Paar a nome del Governo Austriaco circa la missione palese del Conte Volo relativa a concerti finanziari e pò-Irtieipor la Centrale Italiana e una ulteriore missione segreta da darglisi (A. R. M. A. E., filza 47, fase. 1355, a. 1858; è un Promemoria allegato ad una lettera del Forni al De Volo, in data 31 dicembre 1858).
3) De Volo al Forni, 12 gennaio 1859 (A. R. M. A. E., filza 48, fase. 1355).
4) Estratto di lettera del sìg. Conte De Volo, Ministro ecc., in data 20 dicembre 1858 a S. E. il Signor Ministro degli Affari Esteri (A. R. M. A* E., filza. 47, fase. 1355); Paar al Forni,
14 gennaio 1859: Le Cabinet Imperiai croit tjuu il serait cependant importantde ne
point perdre de vue le projet d'une Union Douanière entro les Etate de l'Italie centrale, et
de profiter de tonte les occasiona qui se prenenteront, pour arriver à ce but (Ibidem,
fi]. 48, fase. 1355, . 9).