Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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454
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L'INDUSTRIA TESSILE NEL RISORGIMENTO ITALIANO
1. - D'origine veneta, un'origine alla quale tengo molto, dirigo a Milano una grande impresa tessile che ha salde radici produttive in Lombardia ed in Piemonte. Ce n'è abbastanza, mi pare, per giustificare il mio intervento che è quello d'un laico della vostra materia, in un problema che ai propone di studiare alcuni aspetti economici del nostro Paese durante il Risorgimento come movimento iniziatore e portatore della fusione delle varie economie regionali in una salda struttura produttiva come quella che si presenta oggi ai nostri occhi. Non crediate, infatti, che l'imprenditore, pur sotto l'assillo dei problemi d'ogni giorno, non cerchi qualche volta di spaziare con lo sguardo, anzi di sconfinare al di là delle questioni produttive contingenti, Anch'egli sa che le cose d'oggi risultano dai semi gettati nel passato, così come costituiscono le premesse per quelle di domani.
Troppo intensa dunque è la mia attività nell'ambito delle tre regioni che in un certo qua! senso costituiscono la culla del Risorgi meni: o dei nostro Paese, perchè non mi sia mai poste alcune domande che a questo movimento politico ed economico sono strettamente connesse. Non ho la pretesa di rispondere a tutte, ed in ogni caso non ho la possibilità di lumeggiare singoli episodi di un più vasto disegno storico, compito di vostra pertinenza. Ma lasciatemi pur dire che quando oggi cerco soluzioni per l'industria che dirigo, un'industria nella quale confluisce l'eredità di tutta l'attività tessile delle tre regioni in precedenza ricordate, e che nello stesso tempo rappresenta quella che più vigorosamente stimola per un continuo progresso tecnico, non posso sottrarmi all'impegno d'alcune sintesi che oggi ho l'onore di esporre davanti a voi.
Gli economisti, con sottile acume, graduano secondo una scala d'urgenza i bisogni dell'uomo. E pongono tra i primi quello dell'abbigliamento, subito dopo il bisogno alimentare ed alla pari con quello della casa. Si tratta per-tanto d'un bisogno d'ordine universale che sempre, pur spingendo lo sguardo lontano nel tempo, ha trovato un'attività pronta a soddisfarlo. Anzi, a questo proposito si può osservare che l'applicazione ed il predominio delle varie materie tessili che via via si sono succedute e consolidate nel tempo, hanno senza dubbio contribuito a dare una particolare fisionomia, una particolare impronta, alle varie epoche della attività produttiva. La lana, in un certo qual senso, è legata ad un'organizzazione agricola e pastorale; il lino e la seta, ad un'organizzazione artigianale; il cotone alla grande industria meccanizzata; le fibre artificiali e sintetiche alle conquiste della moderna industria, dominata dal progresso della chimica.
Queste distinzioni, non ho bisogno di sottolinearvelo, non vanno prese in senso assoluto, perchè la storia insegna che ogni profondo rivolgimento nell'economia produttiva non avviene per mutamenti improvvisi e rapidi, bensì per lente trasformazioni e concatenazioni di fatti che consentono il perdurare di forme e di istituti antichi accanto a nuovissimi: voglio soltanto dire che queste fibre, nei vari tempi, hanno presentato momenti di prevalente importanza, o per meglio dire, di prevalente accelerato progresso tecnico.