Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <463>
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Umdustriu tessile nel Risorgimento italiano 463
statale, il quale consentì in tutti i paesi del mondo grandi progressi nelle tec­niche produttive, con l'applicazione della scienza alla produzione. Questo fatto ebbe particolare sviluppo nei vent'anni che separano la prima dalla se­conda guerra mondiale. Vi fu una vera e propria polverizzazione internazionale dei processi produttivi, e quindi anche della conoscenza scientifica, dell'orga­nizzazione economica, della tecnica finanziaria, e via dicendo.
Per quanto riguarda la nostra industria tessile, si deve riconoscere che questo movimento fu in notevole misura agevolato dalla nascita e dalla pro­gressiva affermazione delle fibre artificiali, svincolate dalle alterne vicende dei raccolti e delle tose. Sul finire del XIX secolo, il secolo del rapido progresso industriale, il secolo che aveva visto lo sviluppo della più grande rivoluzione tessile di tutti i tempi, sembrava esaurita ogni possibilità di progresso. Ci si sbagliava, poiché anche oggi ci si trova di fronte a perfezionamenti meccanici, che pure senza avere aspetti rivoluzionari, consentono sempre un progresso, sia pur rallentato, nella trasformazione delle fibre in filati e in tessuti. Ma non si erano ancora fatti i conti con la chimica, allora appena in fasce, la chimica che, invece, durante la prima metà del XX secolo, ha veramente rappresene tato il più potente fattore dinamico della rivoluzione produttiva. Dirò di più. Sviluppando il concetto adombrato all'inizio di questo mio intervento, si può sicuramente affermare che le fibre artificiali in questi ultimi tempi, hanno assolto un tìpico compito propulsore dell'ordinamento tecnico ed economico interessante tutto il sistema tessile di produzione e di scambio. Difatti, la pre­senza sul mercato delle fibre artificiali ha creato un ambiente adatto a parti­colari ricerche tecniche, le quali non si sono limitate a queste fibre, ma hanno investito pure quelle naturali. Basti ricordare i processi di mischia e di finis­saggio che costituiscono uno degli aspetti più caratteristici della moderna tecnica manifatturiera.
Ciò significa pure che le varie industrie tessili, una volta rigorosamente separate dai tipi di materia prima, dai processi di lavorazione e dalle richieste dei consumatori, oggi tendono progressivamente a manifestare criteri unitari d'impiego. Anzi, mi sia permesso ricordare in questa sede che presso il Cen­tro Internazionale delle Arti e del Costume si tenne, nel 1952, un eonve-. gno proprio inteso a studiare i vari aspetti economici e tecnici dell'unità nel tessile.
L'incremento quantitativo della produzione tessile, nonché le profonde trasformazioni nella sua composizione merceologica, hanno pure determinato grandi modificazioni nella struttura industriale che trasforma le fibre in filati e poi in tessuti. Mi sia concesso d'accennarvi, quasi a guisa di conclusione per completare il quadro d'una vicenda storica che ha avuto inizio col nostro Risorgimento. La rapida meccanizzazione dell'industria ha progressivamente limitato le forme artigianali, le quali oggidì rimangono in vita solo per soddi­sfare consumi di alta classe e di singolare pregio. Difatti, l'aumento della pro­duzione tessile, ed in particolare di quella delle fibre artificiali, ha significato pure un allargamento del consumo a cerchie di consumatori con redditi com­parativamente sempre meno elevati. Donde una maggiore quantità di tessili per testa si e accompagnata ad una maggior velocità nel consumo stesso.
La popolazione contadina, che una volta produceva, trasformava e con­sumava nel suo stesso ambiente economico le fibre tessili, è stata in notevole parte assorbita dall'attività industriale. Poi, per quanto riguarda la stessa