Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <464>
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Franco Marinoni
prodazione agrìcola, la divisione del lavoro ha acquistato pia precise carat­teristiche. Cosicene, un crescente numero di consumatori finali si è presentato e sempre più si presenta, a richiedere prodotti tessili elaborati da strutture produttive che nulla hanno più a che fare con l'agricoltura.
L'incremento dei redditi per testa, ottenuto grazie al potenziamento comparativo dell'industria ed alla divisione del lavoro nell'agricoltura, fino ad un certo limite ha stimolato l'aumento dei consumi alimentari considerati di prima necessità. In un secondo tempo, ha pure favorito l'aumento dei consumi tessili che, come ho già detto, presentano un'utilità finale molto pros­sima a quella dei prodotti alimentari. Del resto, questo è un fenomeno che non si osserva solo dal punto di vista temporale. Anche dal punto di vista spaziale si nota che nel momento in cui certe zone depresse, sotto l'azione di fattori esterni, conseguono vigorosi aumenti di reddito, l'aumento di questa capacità di consumo non è soltanto rivolto a soddisfare bisogni alimen­tari, ma anche bisogni tessili, siano questi di copertura e di riparo dalle in­temperie, oppure riguardino il soddisfaciménto di semplici necessità d'or­namento.
Infine, mentre una volta, e cioè ancora durante il XIX secolo, il corredo tessile durava tutta una vita, anche nell'ambito delle classi agiate, adesso, ed in misura sempre crescente, la durata si manifesta come un fattore di sempre minor importanza. La moda è intervenuta come elemento estrema­mente dinamico per mutare gusti ed abitudini nel vestiario. Cosicché, specie per taluni generi d'abbigliamento, il fattore durata è stato sostituito dal fat­tore bellezza. Del resto, questo fenomeno è anche un portato di quanto ho appena detto circa il crescente allargamento dei consumi tessili a ceti dotati di minor reddito. E difatti, la bellezza dell'abbigliamento talvolta è puramente esteriore. Infine, si può ricordare che il peso dei generi d'abbigliamento è pure diminuito in relazione a sempre più perfezionati sistemi di riscaldamento. Minor peso medio vuol anche dire minor costo medio, e quindi possibilità di ricambio più veloce.
Potrei continuare nell'elencazione di questi mutamenti strutturali del­l'industria tessile: non credo però che ne valga la pena, dato il principale argomento che mi ero proposto di trattare. Interessa solo dire che questi mu­tamenti sono stati possibili grazie ad una continua riduzione dei costi di pro­duzione e di trasformazione delle fibre tessili. La grande industria meccaniz­zata è necessariamente portata a tipificare la produzione, al fine di soddisfare gusti sempre più livellati. Perciò, questi mutamenti hanno pure determinato ripercussioni di carattere sociologico mediante l'attenuazione di talune dif­ferenze tra classe e classe per quanto riguarda l'abbigliamento. Oggi, rispetto al passato, è assai più difficile riconoscere a prima vista, attraverso l'abbi­gliamento, l'appartenenza ad una diversa classe sociale determinata dal reddito.
Non v'è dubbio che la presenza sul mercato delle fibre artificiali ha agito come potente stimolo per questa rivoluzione tessile, tuttora in marcia. La pro­gressiva riduzione dei prezzi delle fibre artificiali rispetto a quelli delle fibre naturali, ha rappresentato la necessaria premessa per un contìnuo incremento della domanda di prodotti tessili, sia dal punto di vista della qualità, che da quello della varietà, sì da assicurare un notevole grado di stabilità all'indu­stria tessile presa nel suo complesso.