Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <490>
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A. Sorbetti
3 di altro reato djunnia, per avere di complicità col dottor Pietro Bollettini fatto scrivere da questo alcune lettere nel 1833 da Marsiglia e da Losanna all'avvocato Giacomo Mattioli Bertacchini Che lo facevano conoscere quale ascritto alla Giovane Italia ed in relazione con i principali cospiratori che miravano a rovinare il Go­verno Estense nel 1833, e per cui aprivasi contro di lui procedimento, sebbene si sapesse innocente, di alto tradimento, a seguito del quale veniva condannato da una Commissione militare con sentenza del 7 luglio 1834, alla pena della morte stata commutata in quella della galera a vita;
4 d'istigazione a falsa testimonianza, per avere di complicità colli suddetti dottor Carlo Bonazzi e Zanniti Giuseppe spinto il sud­detto avvocato Mattioli a confermare una supposta congiura e ad attestare come difessa facessero parte molte persone che ben sapeva innocenti, introducendo contro verità fatti e circostanze a loro carico, e per cui venivano condannati dalle varie Commissioni militari con diverse sentenze pronunciate nel 24 marzo, 16 maggio, e 20 luglio 1836; e cioè li Ferrari dottor Domenico e Malvolli Francesco alla pena della morte commutata poscia rispettivamente in carcere e galera, Poli dottor Vincenzo alla galera, Gianotti dottor Giuseppe, Ferrari Dottor Emilio, Pezzini Cristoforo, Mattioli dottor Giuseppe, Mascagni Dottor Natale* Gassoli Conte Luigi, i tre primi alla pena di morie commu­tata in galera, il quarto alla galera a vita commutata in carcere, gli altri alla galera, Tamburini dottor Carlo alla pena di morte commutata in galera, Guidotti dottor Emilio, Carpi dottor Francesco, Lucchi Dottor Carlo, Guidelli conte Francesco, PiccagUa Angelo ed il dottor Fran­cesco Simo-netti rispettivamente alla galera ed al carcere.
LA CORTE:.
Udito in seduta del due marzo corrente l'orale rapporto del Pub­blico Ministero che riferendosi alla sua requisitoria del 20 settembre ultimo scorso fece istanza perchè sia dichiarato non essere luogo a procedimento pel reato di cui al n. 3, e farsi luogo all'accusa pei reati di cui agli altri nn. 1, 2, e 4, come sopra tenorizzati e con­seguentemente al rinvio del marchese Girolamo Riccini avanti questa Corte d'Assise per esservi giudicato ;
Udita la lettura degli atti processuali influenti nella causa fatta dal Segretario della Corte e adempiutesi tutte le formalità prescritte dagli articoli 416 e seguenti del codice di procedura penale ;
Deliberando in Camera di Consiglio sui risultali della istruzione
scritta;