Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; GIURISDIZIONALISMO
anno
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1957
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pagina
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466
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LA LIQUIDAZIONE DELL'ASSE ECCLESIASTICO SflB BBMf A ROMA m 4 Jn
La legge 19 giugno 1873 estendeva alla provincia di -Roma le leggi sulle corporazioni religiose e sulla conversione dei beni immobili degli enti morali ecclesiastici, già applicate nel regno d'Italia. l) Sarebbe però inesatto parlare di pura e emplicc estensione, perchè il legislatore, reso prudente da molteplici ragioni d'ordine internazionale ed intorno, modificò alquanto le vecchie norme al fine di creare un regime di favore per gli enti e le comunità romane. Liquidazione dell'asse ecclesiastico romano e liquidazione dell'asse ecclesiastico nazionale risultano perciò distinte, e ciò anche grazie alla specialità degli organismi appositamente creati per la città di Roma e le sei sedi subur-bicarie. 2) Il fondo per il Culto fu qui sostituito prima dalla Giunta liquida-trice dell'Asse ecclesiastico di Roma (1873-1879) e poi dal e Regio Commissariato (1879-1885) che esercitarono la loro attività sotto il controllo di una speciale Commissione di vigilanza .
La Giunta iniziò il suo ufficio il 22 luglio 1873, ed il 20 ottobre di quello stesso anno prese possesso di un primo gruppo di case religiose colpite da soppressione. Questa delicata operazione non dette luogo ad incidenti, e la stessa Civiltà cattolica dovette riconoscere per amore di verità e giustizia, che da per tutto i delegati della Giunta liquidatrice e del Municipio si comportarono con.tutta urbanità e decenza, ed ogni cosa procedette col debito decoro.3) Il 20 dicembre la Giunta aveva preso possesso di ben 71 case, e distribuito 1.712 cartelle di pensione. Nei due anni successivi occupò altre 60 case e liquidò 1.228 pensioni.*)
Cominciate le prese di possesso piovvero numerose le richieste di espropriazione dei fabbricati: il Governo ed il municipio fecero a gara a chiedere di più, e spesso più amministrazioni domandarono contemporaneamente l'espropriazione di un medesimo stabile. Tutti gli edifici che potevano essere destinati ad uffici, caserme, ecc., furono rapidamente assegnati al comune, ai ministeri e alla provincia. Il solo municipio pretendeva sessantanove fabbricati, ma ne ottenne quarantacinque. Cinquantasette ne ottennero i ministeri, ed uno la provincia: in totale centotre. La Giunta non disponeva d'un numero d'edifici molto superiore ; infatti essa non venne in possesso di tutti i locali dove i religiosi tenevano abitazione, perchè otto fra le case occupate non erano locali di proprietà loro e così il numero di conventi o monasteri fu Bolo di 124. Sette di questi furono dimessi per patronato e altri diritti . 5)
1 beni non assegnati ad alcun ente, e già appartenuti ad enti religiosi soppressi o conservati, furono posti all'incanto per essere convertiti in ren-
Leggi 7 luglio 1866 n. 3.036 e 15 agorto 1867 n. 3.848.
2) Nel 1873 le aedi suburbicarie erano: Ostia e Velletri, Porto o S. Rufina, Albano, Fra* acati, Paleatrina, Sabina.
*) Quitta cattolica, 1873, voi. XII. p. 362.
*) Relazione della Cianca liquidatrice, 12 giugno 1874, p. 8; iu. 26 febbraio 1875, p. 5; id. 23 marzo 1876, p. 29.
5) Relazione della Commissione di vigilanza, 10 febbraio 1879, p. 9.