Rassegna storica del Risorgimento
RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno
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1918
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pagina
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491
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La rivendicazione di una vittima 491
Attesoché dagli atti del processo costrutto contro il nominato marchese Rietini, cui stanno allegati i processi politici compilali contro le persone condannate colle suddette sentenze, risulla quanto segue :
Inforno ai due primi capi d'imputazione.
Che il marchese Girolamo Rietini, essendo ministro di Buon Governo del duca Francesco IV d'Este, dirigeva nel 9 maggio 1832 nna lettera d'Ufficio riservata e senza numero di protocollo, al Giusdicente Criminale di Modena Dottor Carlo Bonazzi cosi concepita : Dalle investigazioni che questo Ministero ha fatto praticare per le scoperte macchinazioni e congiure contro la Persona di Sua Altezza Reale Padrone, è emerso che certo Venerio Montanari di questa Capitale che di presente trovasi nelle carceri criminali di questo Palazzo comunale a disposizione di questa Giusdicenza ne' possa essere informato. Siccome interessa assai da, conoscere totalmente le fila di détte macchinazioni e congiure, sentita in proposito la prelodata Sua Altezza Reale, così la invito ad assumere in esame regolare il detto Montanari e tutte quelle persone che dallo stesso venissero indicate per informate del di lui detto, nonché a procedere a tutte quelle diligenze e verificazioni che Ella ravviserà utili e convenienti per lo scoprimento del vero - e lo eccitava a fargliene poscia dettagliato rapporto col trasmettergli anche l'originale incarto ;
Che al seguito di questa lettera il Giusdicente Bonazzi procedeva nel giorno 1 giugno di detto anno all'esame di Montanari Venerio, nativo di Sorbara. domiciliato in Modena falegname, detenuto sino dal giorno 4 maggio precedente come imputato di' fu iti, grassazioni e rapine con ferimento; e nel giorno due sentiva pure in esame sulle indicazioni del Montanari l'altro detenuto Giacomo Tosi nato a Novi e domiciliato a' Modena, imputato di furto grave di formaggio e già condannato per furto a 20 anni di galera, i quali due individui interrogati addililtura se sapevano od avevano in qualche modo notizia che si fosse cospirato o tramato contro Sua Altezza Reale il Duca di Modena, ammisero in sostanza di essersi ambedue trovali nel casino dei cavaliere Giuseppe Ricci in Bastiglia la sera di un giorno della prima metà del mese di marzo 1S3S in compagnia dello stesso Ricci e degli altari che furono poi giudicati come complici del medesimo, e di avere sulla proposta del Ricci convenuto di assassinare il duca Francesco TV col concorso di banda armata, nel giorno di San Benedetto (il U) nella chiesa di S. Pietro in Modena ove soleva recarsi, e di prendere in ostaggio la Duchessa sua consorte onde ottenere più facilmente il disarmo dei soldati, con promessa di somministrazione d'armi e di grossa somma di danaro in compenso ;