Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO ; GENOVA
anno
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1957
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pagina
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481
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La Confederazione operaia genovese 481
A Genova le condizioni sono diverse che non altrove: esistono vari centri operai al di fuori della cerchia cittadina, che sarebbe grave errore lasciare abbandonati a se stessi: decentramento significherebbe intrinseca debolezza. Esistono diversi tipi di piccole industrie, e non soltanto proletariato operaio Molte attività di carattere apparentemente secondario vanno incrementate e tutelate; anche i lavoratori dell'agricoltura, del mare, dell'artigianato vanno compresi nelle molteplici categorie da difendere, nella varietà di interessi di cui tener conto. Lavoratori di professioni e località diverse avranno ugnali diritti appartenendo ai vari sindacati, che. autonomi nelle questioni d'indole non generale, saranno in relazione permanente con la sede principale di Genova. Il complesso organismo rappresenterà una completa anagrafe dei lavoratori di ogni categoria, una federazione di sindacati ragionevolmente autonomi che educheranno socialmente gli operai.
Nelle premesse alla costituzione della Camera del Lavoro si ha un'affermazione totalmente nuova nei verbali della Confederazione che permette di misurare tutto il cammino percorso negli ultimi anni: Gli operai non possono oramai essere paghi delle associazioni di Mutuo Soccorso, che se rappresentano per essi dei benefìci personali, non sono di fronte ai grandi problemi del lavoro che delle fossili istituzioni . E il verbale prosegue: Finora tutte le organizzazioni che vennero tentate o fallirono o non raggiunsero lo scopo agognato perchè avevano la loro base nelle associazioni democratiche operaie, donde un movimento parziale, combattuto o sospettato dai poteri pubblici, inviso a quella parte dei lavoratori che è agitata da preoccupazioni religiose, avversato da molti che non fanno parte di alcuna associazione. La Camera del Lavoro ha carattere di universalità perchè chiama nel suo seno tutti quanti i lavoratori, senza chiedere loro che facciano alcuna professione di fede politica o religiosa . Dopo quarant'anni si è giunti, tardivamente, ammaestrati dai fatti, ad una posizione sotto molti aspetti opposta a quella di partenza.
Si contempla, nella premessa al progetto, la costituzione di sindacati in ogni paese e borgata con raggruppamenti e suddivisioni in settori, ed è previsto un controllo delle organizzazioni periferiche su quella centrale come di questa su quelle. La Camera del Lavoro di Torino, già esistente, piuttosto che una Camera è una Borsa, perchè prevede semplicemente un'opera intermediaria tra l'offerta e la domanda di lavoro.
Quella di Genova ha finalità più ambiziose e meno limitate; essa tutela tutti gli interessi del lavoro, sia singoli che collettivi e tende a promuovere l'istituzione di una cassa di previdenza tra gli operai che li assicuri complessivamente contro la disoccupazione, le malattie e l'invalidità . Gli operai, coscienti dei vantaggi che deriverebbero dalla nuova istituzione, daranno la loro adesione accantonando diffidenze e contrasti.
H progetto di statuto della Camera del Lavoro consta di quattordici articoli, illustrati appunto nel loro significato e nella loro portata dalle premesse introduttive. Particolarmente importante è l'articolo 2, ohe elenca le numerose finalità della Camera del Lavoro. Il nuovo ente avrà funzione di Borsa, regolando domanda ed offerta di mano d'opera; istituirà una cassa di previdenza per gli associati; rappresenterà un ufficio statistico aggiornato sul mercato del lavoro. Inoltre stabilirà norme precise per l'assunzione degli apprendisti; prowederà alla tutela del lavoro delle donne, dei fanciulli e dei