Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO ; GENOVA
anno <1957>   pagina <482>
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Bianca Montale
carcerati; comporrà con arbitrati tutte le divergenze tra capitale ed operai. La Camera del Lavoro giungerà a stabilire paghe ed orari come rappre­sentante legittima dei lavoratori. Essa promuoverà lo sviluppo del sistema cooperativo di produzione e di credito, fonderà le scuole professionali, con­tribuirà in ogni modo e con ogni mezzo a tutelare l'operaio, ad educarlo e a renderlo cosciente dei propri diritti.
Significativo è poi l'articolo 5, cbe riafferma l'assoluta apoliticità del­l'organismo: Non si potrà assolutamente tenere nella sede alcuna riunione avente carattere di partito politico o religioso, essendovi la Camera del La­voro affatto estranea e tale dovendo rimanere alle suddette questioni . L'articolo 6 prevede da parte del sindacato assistenza anche ai salariati non associati che vanno difesi dagli arbitri del capitale.
Ci si pone infine articolo 11 il problema del finanziamento. Si trova indispensabile per l'esistenza della Camera del Lavoro l'appoggio concreto del Municipio, le cui sovvenzioni, unite alla tenue quota versata dagli asso­ciati, permetteranno il funzionamento del complesso organismo. Come si ve* de nessun'altra soluzione appare possibile n questo settore, e permangono per il nuovo sindacato i limiti già riscontrati in quelli esistenti in altre città.
Con altri articoli di carattere organizzativo ed amministrativo il pro­getto di statuto completa il quadro generale della costituenda Camera del Lavoro di Genova. Approvato lo schema elaborato di comune accordo, la commissione addetta all'attuazione dell'iniziativa prosegue i propri lavori per concretare quanto è stato oggetto di studio e di enunciazione teorica. Ma ai incontrano subito notevoli difficoltà di ogni genere e tutto rimarrà an­cora per qualche anno lettera morta. Diversi motivi contribuiscono ad are­nare l'importante iniziativa: tra questi di massima importanza il problema del finanziamento che rimane insoluto per le diffidenze ed i contrasti che su­scita la costituzione del nuovo ente, e le divergenze tra elementi mazziniani e socialisti che vorrebbero ciascuno per sé il controllo amministrativo della costituenda Camera del Lavoro.
Dai verbali del 1894 due anni più. tardi risulta come ci si dibatta ancora in problemi che sembrano insolubili. Le forze socialiste si stanno or­ganizzando e fanno della Camera del Lavoro oggetto di speciale studio come se si trattasse di cosa esclusivamente propria. Ancora una volta la Confede­razione operaia genovese si lascia sfuggire di mano l'iniziativa. Essa ha po­sto per prima il problema ma non ha saputo realizzare quell'organismo sin­dacale a cui pure ha dedicato anni di studio e di lavoro. H dibattito con ele­menti socialisti (Cabrini e Dagnino) sul punto essenziale della nomina del­l'amministrazione, che si vorrebbe concessa alle società iniziatrici, cioè in massima parte confederate, non approda ad alcun risultato. L'assorbimento di elementi della Confederazione da parte socialista ha inizio.
Resta tuttavia il merito alla Confederazione operaia genovese, il più antico e glorioso organismo operaio ligure, di avere portato per prima il pro­prio contributo alla soluzione di questo grande problema del lavoro.
BIANCA. MONTALE