Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LEGA DOGANALE
anno
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1957
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pagina
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484
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Corrado Rainone
Vienna, sottoponeva al Mettermeli, nel 1841, il progetto per una unione doganale di alcuni Stati italiani (con la partecipazione anche dell'Austria), la quale avrebbe dischiuso un vasto mercato alle industrie austriache, ristretto notevolmente la concorrenza delle manifatture francesi e inglesi e avviato a una prospera condizione molte attività industriali di quelle contrade. ]>
Queste proposte, dibattute con rara tenacia attraverso la pubblica stampa, gli opuscoli e le petizioni, da illustri rappresentanti del nostro pensiero riformatore, sfociano, in sul finire del 1847, nel tentativo per la costituzione di una Lega doganale italiana. E nel novembre di quell'anno, infatti, che, per iniziativa di Pio IX, i rappresentanti dello Stato pontificio, del Regno di Sardegna e del Granducato di Toscana sottoscrivono in Torino la nota dichiarazione, così densa di spunti augurali per Favvenire dell'Italia:
Il Sommo Pontefice, il Re di Sardegna e il Granduca di Toscana, costantemente animati dal desiderio di contribuire, mediante la reciproca loro unione all'incremento della dignità e della prosperità italiana, persuasi che la vera e sostanziale base di una unione italiana sia la fusione degli interessi materiali delle popolazioni che formano i loro Stati; convinti d'altra parte che l'unione medesima sarà efficacissima ad ampliare in progresso di tempo le industrie e il traffico nazionale; confermati in questi sentimenti dalla speranza della adesione degli altri sovrani d'Italia, sono venuti nella determinazione di formare nei rispettivi domini una lega doganale. Al quale effetto i rispettivi plenipotenziari dichiarano una lega doganale essere convenuta in massima tra gli Stati della Santa Sede, di Sardegna e di Toscana da portarsi ad effetto immediato mediante la nomina dì commissari specialmente deputati dalle alte parti contraenti per la formazione d'una tariffa daziaria comune e per la scelta d'un equo principio distributivo dei comuni proventi. Nella primitiva formazione della tariffa e nelle successive revisioni, che dovranno farsi periodicamente dentro un termine da stabilirsi, si procederà verso quella più larga libertà commerciale che sia compatibile con gli interessi rispettivi. Il tempo e il luogo della riunione del congresso dei commissari predetti saranno determinati tostochè siano conosciute le definitive intenzioni del re delle Due Sicilie e del duca di Modena rispetto all'adesione alla lega doganale italiana . a)
Nel Napoletano è questo, infatti, il campo della presente ricerca l'avvenimento suscita un entusiasmo ben comprensibile. Nella capitale del Regno, nei giorni 23 e 24 di quel mese, una folla di popolo, tra cui più di mille studenti universitari, inneggia alla Lega doganale e agli sviluppi che da essa potranno derivare (come da tempo andava predicando Pasquale Stanislao Mancini)3) in tutti i settori della vita pubblica italiana. Alcuni mesi più tardi, nel marzo del 1848, nasco a Napoli una Società costituzionale, artistica, scientifica e letteraria per azioni, dal curioso nome di Scopa costituzionale partenopea, che ha come programma di stimolare l'adesione dei patrioti
1) R. CIASCA, Vwolwòone economica detta Lombardia dagli inizi del secolo XIX al 1860* s. e. né d.. p. 58, e Mettermeli au baron de Kiibeck, présdent de la Chambre des finnnces (Note), Vienne, 10 décetnbre 1841, in Mémoires, documento et ferito divers laissés par le prince de Meiternich, Parie, 1883, tome "VI, pp. 570-575.
2) fi. BIANCHI, Storia documentata della diplomazia europea in Italia daWanno 181 al 1861, Torino, 1865-1872, voi. V (1869), p. 136 e sg.
8) P. S. MANCINI, L'avvenire dell'Associazione, Napoli, 1845, passim.