Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LEGA DOGANALE
anno <1957>   pagina <487>
immagine non disponibile

// Regno delle Due Sicilie e l'unione doganale 487
i disgiunti studiosi del Lei paese e contribuiscono a gettare le basi della rigenerazione italiana e dell'idea nazionale. '>
Il Progresso delle scienze, delle lettere e delle arti, la rivista fondata a Na­poli, nel 1832, da Giuseppe Ricciardi, è uno dei cenacoli in cui gli agguerriti rappresentanti della borghesia liberale del Mezzogiorno d'Italia si affaticano a divulgare i concetti testé ricordati. Questo accade soprattutto durante le prime annate della pubblicazione, avanti, cioè, che il Governo borbonico abbia scoperto che il nuovo periodico è un caloroso alleato dei cospiratori politici quando ad esso collaborano scrittori divenuti poi molto noti, come 1 Imbriani, il Dragonetti, il Baldacchini, ecc.2) Proprio da quelle pagine, nel 1838. il Mele si leva in difesa della libertà delle industrie e del commer­cio e invita i lettori a considerare quali grandi progressi abbia compiuti la nazione tedesca in conseguenza dell'unione doganale. 3) Da quelle pagine Fran­cesco Lattari invoca ripetutamente la costruzione di una vasta rete di strade ferrate, capace di ricomporre le membra dell'Italia in un corpo solo,4) e si fa promotore con altri di mostre dei prodotti industriali, a carattere nazionale;s> mentre il De Augustinis fa voti perchè sia concessa dai Governi della peni­sola la facoltà d'importare e di esportare liberamente materie prime e ma­nufatti. 6)
Al Progresso fa eco, a partire dal 1841, la Biblioteca di commercio, che vide la luce a Napoli proprio in quell'anno, per iniziativa e a cura del Bursotti, un altro periodico ben meritevole di ricordo e di elogio per l'appassionata opera di preparazione scientifica e civile delle classi medie, svolta con una larga messe di studi notevoli intorno ai fondamentali problemi della vita eco­nomica meridionale e italiana. Vi trovano accoglienza, fra l'altro, ricerche di scrittori e di riformatori di ogni paese europeo, purché ispirate agl'ideali di libertà e di progresso, come quel Discorso del signor Blanqui sui pericoli del sistema proibitivo e su la necessità di porvi rimedio letto, nel 1840, al-l1'Accademia delle Scienze morali e polìtiche dell'Istituto reale di Francia, nel quale il protezionismo viene condannato come il più grave ostacolo alla realizzazione di quella grande armonia che la pace generale e le novelle vie di comunicazione sono già per far sorgere nel mondo .7) Ma è ben più vasto, di certo, il numero degli scritti dovuti alla penna di meridionali, di cui alcuni sono dedicati esplicitamente a investigare lo scottante problema dell'unione doganale.
In verità, l'argomento al quale anche i riformatori del Mezzogiorno de­dicano buona parte delle loro appassionate ricerche, specialmente a partire dal 1840, è quello della lega doganale germanica e dei suoi mirabili sviluppi, ed è ben comprensibile ove si consideri il particolare interesse che il raffronto
1) Fa proprio durante il settimo Congresso, celebrato a Napoli nel 1845. che venne for­mulato, fra l'altro, per la prima volta il disegno di una Società geografica italiana.
2) G. DE RUCGIERO, op. cii., p. 249 e sg.
3) F. MELE, Della libertà delle industrie, in // Progresso ecc., Napoli. 1838, voi. XXI,
p. 57 e *g.
4) F. LATTATO, Le strade ferrate e l'Italia, ivi, Napoli, 1845, voi. XXXV U, pp. 45-79.
5) A. MELLONE, Dell'esposizione industriale italiana proposta nel congresso scientìfico di Napoli da Francesco Lattari, ivi, Napoli, 1846, voi. XXXIX, pp. 118 e sg.
6) M. DE At*GL'STUVIS, Recensione dei Pensieri sulle tariffe doganali (Bianchini, Na­poli, 1841), ivi, Napoli, 1841, voi. XXVHl, p. 293 e sg.
7) in Biblioteca di commercio, Napoli, 1841, anno I, p. 200.