Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LEGA DOGANALE
anno <1957>   pagina <488>
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Corrado Rotinone
dolio Zollverein con lo miserande condizioni economiche dell'Italia del tempo era in grado di suscitare tra lo classi medie della Penisola, le quali già da alcuni lustri avevano designato nell'aspirazione verso un mercato più ampio, o addirittura nazionale, il punto centrale dei loro programmi per Punita e per l'indipendenza. Per tale motivo è opportuno rammentare a questo punto anche lo scritto Dell' Associazione doganale alemanna, pubblicato da Ludo­vico Bianchini, a Palermo, nel 1843, ricco di acute considerazioni che hanno talora del profetico. Secondo lo storico dell'economia siciliana, infatti, lo Zollverein è da considerare come un avvenimento di grande importanza, non solo sul piano della vita economica vera e propria, ma anche dal punto di vista politico, perchè al centro di esso vi è una potenza di prim'ordine, la Prussia con la Bua capitale Berlino centro di richiamo e di attrazione. In conseguenza di ciò e per la spinta determinata dalla uniformità dei pesi, delle misure e delle monete, dalla comunanza del sistema daziario e di quello postale, dalla organizzazione unitaria delle pubbliche spese, è da prevedere che l'indipendenza degli Stati aderenti andrà a poco a poco scomparendo. ' ) Nel frattempo la Germania va assicurando, alacremente, lo sviluppo e il pro­gresso delle proprie industrie e appare già in grado di muovere concorrenza alle merci degli altri paesi europei; accresce le sue relazioni commerciali con l'estero e realizza una notevole economia delle spese grazie al sistema unitario introdotto nell'amministrazione doganale.2) È possibile si domanda il Bianchini formulare dei programmi di unione doganale adatti ad altri paesi europei, per esempio all'Italia, all'Austria ? Certamente è possibile, ma a condizione che l'edificio sorga su basi ben solide e, almeno, che le frontiere da superare siano contigue, che la lega abbia dei confini naturali ben deli* neati, che le tendenze politiche dei paesi confederati siano ispirate ai medesimi ideali, che siano del tutto assenti gli odi e le gelosie nazionali e, infine, che il nuovo organismo abbia la necessaria efficacia di protezione. Peraltro, quan­do una unione di questo tipo è divenuta prospera e fiorente vuol dire che essa ha praticamente adempiuto il suo compito, cioè quello di unire e di affra­tellare popoli un tempo divisi e in lotta tra loro, per cui la si può lasciar anche cadere. Perchè le associazioni posson servir di scala e di preliminare all'adozione di migliori sistemi economicopolitici a vantaggio dell'universale di tutti i paesi inciviliti, ed io sono pienamente di questo avviso, perocché nei grandi rivolgimenti economici uopo è di preparar non meno gl'interessi che le opinioni e vincere tutte le difficoltà che dalle diverse condizioni sorgono....3) È questo un saggio della vasta pubblicistica, dovuta più di una volta alla penna di scrittori di notevole valore, con cui i rappresentanti della bor­ghesia liberale del Mezzogiorno si affaticano, tra il 1815 e il 1847, a recare un fattivo contributo al superamento del più grave ostacolo che si opponga alla rinascita dell'Italia, cioè le divisioni e le rivalità economiche trai diversi Stati. Ma, tra lo scorcio del 1847 e i primi mesi dell'anno seguente, quando i prin­cipali Governi italiani mostrano di voler entrare risolutamente nella via dello riforme inaugurando una politica liberale e di unità nazionale, le richieste
1 ) L. BIANCHINI, DelVassociazione doganale alemanna dalla sua origina fino al presente discorso, in Biblioteca di Commercia, Napoli, 18-12, voi. II, pp, 162-163.
2) Ivi, p. 16*.
3) Ivi, p. 170.