Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LEGA DOGANALE
anno
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1957
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pagina
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493
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Il Regno delle Due Sicilie e Vunione doganale 493
Se e come sia sperabile una lega doganale in Italia, pubblicate in appendice al volume Delle speranze d'Italia a cominciare dalla seconda edizione, aveva suggerito che, nella progettata unione italiana, gl'interessi meridionali avessero il sopravvento su quelli delle regioni settentrionali nel campo economico, pur dovendosi lasciare al Piemonte l'effettiva direzione del movimento per l'indipendenza dallo straniero. ') Meno caute, invece, ai rivelano le proposte formulate dal Vieusseux nel 1822, con il citato progetto per la Confederazione italiana. 2) Che ai cittadini di qualsiasi contrada d'Italia fosse accordata la facoltà di spostarsi liberamente dalle Alpi alla Sicilia mediante un passaporto unico; che si costituisse un corpo di polizia federale con il compito, fra gli altri, di prestare man forte ai Governi interessati Roma e Napoli per soffocare il brigantaggio; che le sentenze emanate da qualsiasi magistrato italiano in materia civile e, in taluni oasi, anche criminale, fossero rese dovunque esecutive entro i limiti della Confederazione; che gli studenti italiani avessero la facoltà, senza alcuna limitazione di tendenze politiche, di prescegliere l'Università che intendevano frequentare; tutte queste condizioni apparivano drastiche e assolutamente inaccettabili al Governo napoletano e alla sua diplomazia, preoccupati, come non mai, delle conseguenze sociali, economiche, politiche e militari delle troppo facili comunicazioni tra gli Stati italiani ! Perciò nel Mezzogiorno d'Italia, non solo il Governo, non solo le classi sociali interessate al mantenimento dello stata quo sono ostili alla progettata unione italiana, doganale o politica che sia, ma anche l'opinione pubblica in genere, perfino quella tenacemente aggrappata all'opposizione, appare timorosa e incerta nei suoi sentimenti, a meno che non venga assicurata nella futura confederazione la preminenza del Regno di Napoli su tutti gli altri Stati della Penisola* Poiché si dice :
il Sovrano, a compiere questa lega, quando pure non fosse spinto
dal bene dei suoi popoli, lo sarebbe potentemente dagli stimoli della sua gloria: imperocché il suo regno, nell'unione italiana, è la parte più bella e importante; cosicché Egli acquisterebbe necessariamente una naturale preponderanza fra gli altri principi italiani; e alla piena sovranità del suo Stato, aggiungerebbe una superiorità rispettata nell'universa penisola, aggiungerebbe la conquista de' cuori di tutti gl'Italiani; i quali eternerebbero la loro gratitudine verso il suo nome, per avere più che gli altri contribuito al loro risorgimento. I quali stimoli non è possibile che non debban muovere l'animo di Ferdinando, e accellerare questa concordia, questa congiunzione italiana, tanto desiderata .3)
Onde, allorché nell'agosto del 1848 le speranze di risolvere la questione italiana mediante il pacifico accordo dei principi e delle popolazioni volgono al tramonto, la stampa meridionale è quasi unanime ncll'affermare che proprio le mire espansionistiche del Piemonte e di Carlo Alberto suo sovrano hanno determinato il doloroso naufragio !*)
1) Ivi, Capolago, 1845, p. 419.
*) R. CUBCÀ, L'origine ecc., cit,, p. 267.
8) Palermo, Jl porno 20 gennaio, in II Lucifero, decade IT, Napoli, 2 febbraio 1848, n. 1, p. 2.
4) Giornale Coetitusionale del Regno delle Due Sicitìe, Napoli, 23 giugno 1848, n. 136, pp. 543-544; L'Omnibus Era Novella, anno XVI. Napoli, 2 e 6 settembre 1848, 8 e 18 novembre 1848, nn. 61, 62, 80, 83, pp. 241, 245, 317, 329.