Rassegna storica del Risorgimento
RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno
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1918
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La rivendicazione di una vittima
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nominati Ricci, Montanari, Tosi, Piva, Guicclardi, Gasparini e Borghi, in assenza però dei medesimi e col solo intervento dei loro avvocati officiosi, costituiti rei e contabili del delitto di lesa maestà in primo grado - per avere in una sera di un giorno della prima settimana di marzo in segreta adunanza tenuta dal Ricci nel suo casino alla Bastiglia insieme alli nominati individui ed altri due profughi macchinato di trucidare, col sussidio di numerosa banda armata di cospiratori, Sua Altezza Reale Francesco IV Augusto regnante dei Dominj Estensi, in certo giórno del mese suddetto, in questa città, ad opera dei nominati Piva, Gasparini e Tosi, mentre nello stesso tempo Montanari, Guicciardi ed uno degli assenti dovevano arrestare la Reale Sua Consorte al fine di ottenere più facilmente il disarmo della Pubblica Forza e- cosi impossessarsi dello Stato;
Che dagli atti di un tale giudizio si rileva che il Bonazzi facente funzione di Fiscale, il quale opinava nelle sue conclusioni per la condanna del Ricci alla pena straordinaria della galera in vita, ebbe poi a stendere di tutto suo carattere la sentenza proferita nel giorno undici successivo, portante la condanna dei Ricci alla pena della morte mediante la forca e confisca dei beni, deliberata alla pluralità di solo 5 voti avendo un soldato connine ed i due maggiori graduati fra 1 quali il Presidente, opinato per la pena della galera in vita; e portante eziandio la condanna delli Montanari e Tosi alla morte da eseguirsi mediante la forca ed alla confisca dei loro beni. Piva, Guicciardi e Gasperini alla galera in vita e Borghi a simile pena per anni 15 (quindici), ''tutti in solido nelle spese, con dichiarazione che rimaneva aperto il processo rispetto alli Piva, Guicciardi e Bórghi per riprenderlo qualora fossero raggiunti nuovi indizii a loro carico;
Che nel giorno 10 di detto mese sottoposta questa sentenza all'approvazione del Duca, questi solo nel diciasette successivo emetteva rescritto col quale sostituiva pel Ricci la fucilazione alla forca; commutava alli Montanari e Tosi la pena della morte in quella di galera a vita, e confermava la sentenza quanto agli altri, meno la confisca dei beni per quelli che avevano famiglia; ma sebbene nel preambolo di quel rescritto sia detto che il Ricci dopo la sentenza aveva mandato il Giudice al Duca offrendosi a confessare la sua colpa ed a fare altre importanti rivelazioni qualora gli fosse commutata la pena di morte in esigilo perpetuo e fossero posti in libertà i di lui compagni, pure di tutto questo non trovasi fatta alcuna menzione negli atti del processo. La sentenza fu intimata ai condannati nel 18 luglio ed eseguita nel giorno successivo per cura del Presidente della Commissione a ciò delegato con Sovrano chirografo nel quale venne raccomandata ì sollecita esecuzione.