Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LEGA DOGANALE
anno <1957>   pagina <496>
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Corrado Rainone
danno dei piccoli e medi proprietari, come dei grandi latifondisti.l) Comun­que sia, il popolo minato delle città e delle campagne meridionali rappresenta una minaccia pericolosa e incontrollabile al mantenimento della proprietà privata e degl'istituti tradizionali. Esso è pieghevole, ignorante, ghiotto, chiacchierone, pieno di curiosità e goffamente religioso ,2) e il terrore dei suoi tumulti, delle sue sconvolgenti agitazioni e dei pervertimenti comuni­stici, cui potrebbe essere indotto da chi ha quasi nulla da perdere, possiede le classi medie, non meno che il Governo:
I movimenti turbolenti della plebe ecco come si esprime, per esem­pio, il Mondò vecchio e mondo nuovo, nel marzo del 1848 inceppano il com­mercio interno, perturbando lo spirito, distraggono dalle pubbliche e private faccende, obbligano ad armarci col rancore di dover forse inveire contro i nostri propri fratelli per tutelare ad ogni costo l'ordine pubblico, la vita e le sostanze degli onesti cittadini .3)
Tra le categorie sociali maggiormente interessate a prestare man. forte alla monarchia borbonica, per la difesa dell'ordine costituito contro le inco­gnite e i pericoli dei sovvertimenti rivoluzionari, c'è, in prima fila, la classe dei proprietari terrieri, dei coltivatori diretti e dei grossi fittavoli, ceto pre­dominante nell'Italia meridionale, essenzialmente agricola; e ciò non soltanto nei ranghi nobiliari, ma anche, come abbiamo già ricordato, nel gruppo dei borghesi proprietari, che irrobustitosi, grazie alla eversione della feudalità, si ritrae dal movimento liberale e unitario non appena si profili all'orizzonte la minaccia del dissolvimento dei privilegi faticosamente conquistati.
<< .....Il sentimento nazionale si è risvegliato, è vero, in Italia così si esprime II Lampo, insieme a molti altri quotidiani e periodici dell'epoca , ma non tutte le classi sociali lo hanno inteso con la medesima forza; taluna non lo ha inteso affatto. La parte intelligente del popolo che vive nell'indi­pendenza per mediocri beni di fortuna o per esercizio di una arte, i colti in­gegni, la gioventù istruita si è penetrata di questo sublime pensiero che la sal­vezza della patria sta nel risorgimento della nazione italiana e questo popolo è pronto ad ogni sacrificio ed è quello che si è attaccato alle riforme come principio di forza e di indipendenza patria ed ha applaudito ai Principi Rifor­matori ed obliando il passato si è mostrato nobile e generoso. Ma le alte classi sociali non hanno visto nella rigenerazione italiana che un attentato ai loro diritti, un'usurpazione dei loro poteri, una sovranità assoluta del popolo .*J
Anche il clero, infatti, ad eccezione di qualche isolato ecclesiastico di elevati sentimenti, è interessato a sostenere la politica del Governo, che si affatica a soffocare i germi del movimento liberale per l'unità economica e poli­tica della Penisola. Per il compimento di quest'opera esso può contare sia 8 olla larga ospitalità offertagli dalla stampa reazionaria dell'epoca, con alla testa il Giornale del Regno delle Due Sicilie, sia su quei periodici clericali, che vedono la luce numerosissimi, in questo torno di tempo, in tutte le con­trade del Reame, segretamente favoriti dal Governo, dei quali i più importanti sono diretta emanazione del pensiero delle Curie arcivescovili, come i napo-
3 0. Da RUCCIEUO, op. ciu, pp. 223-224.
2) Mondo vecchi* a mondo nuovo, anno I, 27 marzo 1848, s. 26, p. 101.
3) IvL
*) Il Lampo, anno I, Napoli, 15 marzo 1848, ballettino 12 senza pagina.