Rassegna storica del Risorgimento

STRATEGIA ; GUERRA 1866
anno <1957>   pagina <501>
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Alcuni aspetti logistici della campagna del 1866 501
Da un esame, anche superficiale, della composizione della razione vi­veri della truppa, appare evidente il peso logistico della confezione e delti-fornimento del pane, che costituì veramente uno dei problemi fondamentali dell'Intendenza generale dell'Esercito.
Per il periodo durante il quale le truppe rimasero nella piana Rovigo-Treviso, venne disposta la costruzione di forni da campagna a Rovigo per 40.000 razioni, a Vicenza per 6.000 razioni ed a Treviso per 40.000 razioni. In attesa del loro funzionamento ed a completamento delle loro prestazioni dopo la costruzione, si provvide al rifornimento con arrivi da Pontelagoscuro a mezzo del treno Borghese , con Io sfruttamento di pochi forni stabili non inutilizzati dal nemico, e con il concorso richiesto ai municipi, i quali non sempre poterono esaudire appieno le richieste dell'Intendenza, spesso perchè già fortemente depauperati dagli Austriaci. Un apporto veramente notevole fu dato ai rifornimenti in tale circostanza dal municipio di Tre­viso che per diverso tempo forni un quantitativo di 20.000 razioni giornaliere.
Ma, passato il Tagliamcnto, ed avanzando verso il Friuli, le truppe si trovarono molto più lontano dai centri di rifornimento, in zona coltivata per la maggior parte a granturco, con risorse locali scarse per il grave depau­peramento provocato dalle ingenti e ripetute requisizioni del nemico. Inoltre pressoché impossibili gli afflussi in conseguenza degli scarsi e lenti mezzi di trasporto, dei congestionamenti sulle vie di comunicazione, e anche dell'av­venuto blocco delle comunicazioni marittime. Non si potè, infatti, tener conto alcuno dell'iniziale progetto di far affluire da Pontelagoscuro i 15.000 q.li di farina colà a tal fine concentrati dalla Intendenza generale.
In questa particolare congiuntura, quindi, l'Intendenza generale con decisa immediatezza cercò di trar profìtto da ogni mezzo possibile. Ad Udine vennero subito attivati 6 forni abbandonati dal nemico, sfruttati 4 forni di proprietà di tale Nardini già impresario per la fornitura del pane alle truppe austriache, ordinata la costruzione di 14 forni da campagna e sfruttati al massimo tutti i forni privati della zona, mentre, per sopperire alle deficienze di farina, ne furono acquistate ovunque reperite partite anche minime. Si fecero vere* e proprie acrobazie, che valsero ad assicurare il rifornimento del pane, laddove sembrava veramente impossibile provvedervi.
Col movimento verso il Torre e l'Isonzo, le truppe si andarono concen­trando in zona eccessivamente ristretta e la situazione logistica si presentò particolarmente critica per il sensibile ritardo dell'arrivo dei convogli e per la carenza di risorse locali quasi interamente esauste. Vennero allora stipulati contratti a Padova e a Treviso per tutto il quantitativo di farina che fu pos­sibile rinvenire, assicurando così il funzionamento dei forni della zona ed il rifornimento delle truppe che vi gravitavano.
Per le rimanenti truppe si era previsto potessero essere rifornite dalla zona di Udine, e, a tale scopo, si richiese a quel municipio la fornitura di al­meno 100 q.li di farina. Venuta meno, però, tale possibilità, si dovette prov­vedere mediante requisizione su più vasta zona.
I quantitativi di grano e di farina reperiti furono però minimi, né potè essere sfruttato il nuovo raccolto, sia perchè i contadini ed i piccoli proprie­tari per sottrarsi alla requisizione non avevano trebbiato, sia perehè il grano, dove trebbiato, non poteva essere utilizzato che a fine di agosto, perchè nella zona si usava mieterlo non completamente maturo.