Rassegna storica del Risorgimento
STRATEGIA ; GUERRA 1866
anno
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1957
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502 zi-Riccardo Rocca
Scartato il provvedimento di ovviare alle deficenze con pane biscottato, perchè logicamente si prevedeva che esso sarebbe stato maggiormente utile ad avvenuto passaggio dell'Isonzo, si .requisirono allora discreti quantitativi di farina di meliga, e se ne dispose la distribuzione in ragione di 350 gr. a testa, con un aumento della razione di sale da 15 a 25 gr., per integrare con una razione di polenta quella del pane ohe era stata forzatamente diminuita di gr. 250. Tale provvedimento, però, venne attuato solo per non molti giorni e, più. che altro, per consumare hi farina di meliga acquistata, perchè, nel frattempo, ebbero ripristino gli arrivi dei convogli di farina.
Con i movimenti conseguenti all'abbandono dell'alto Friuli, al concentramento sul basso Tagliamento e al ripiegamento sulla riva destra del fiume, venne improvvisamente a mancare il concorso del centro di rifornimento e di panificazione di Udine e quello dei comuni dell'alto Friuli, i quali, invero, davano un notevole apporto all'approvvigionamento delle truppe. La ÙOVL-seguenza immediata di ciò fu il manifestarsi, ancora una volta, della deficienza improvvisa di drca 100.000 razioni di pane. Si sfruttarono, allora, le risorse dei centri di Latisana, Portogruaro, Motta, Oderzo, Gonegliano, Ceneda, Sacile, Pordenone, S. Vito ed altri, dai quali si ebbe, invero, un ottimo concorso di farina e di pane. Ciò nonostante, le deficienze, rimasero di gran lunga superiori agli aiuti realizzati.
Giunse provvido, in tale circostanza, l'arrivo di alcuni convogli di pane biscottato, con il quale si potè fronteggiare e superare quella crisi, che fa poi del tutto annullata: con l'aumento di produzione dei panifìci di Padova, Rovigo e Treviso, con la costruzione di altri 8 forni da campagna in questa ultima località, e con lo stabilizzarsi delle truppe in zona più vicina ai centri di approvvigionamento.
Il già accennato ritardo talora notevolissimo nell'arrivo dei convogli rappresentò una notevole remora nella tempestività del funzionamento dei servizi e fu dovuta, oltre che dalle scarse prestazioni del treno borgcse costituito da elementi civili raccogliticci e mercenari che approfittavano di ogni occasione per evadere dagli obblighi assunti -, soprattutto dalle condizioni delle strade e dal congéstionamento di esse.
In una relazione diretta all'Intendenza generale dell'esercito in data 17 settembre 1866, il sig. Gorini, Commissario di Guerra, capo della Sezione sussistenza, cosi si esprime:
Ma i rotasi, di trasporto erano scarsissimi e non corrispondevano alle osi- ~ genze; i convogli già in viaggio non potevano marciare che lentissimamente, perchè le uniche due strade che si potevano battere erano ingombre dai parchi, dai carri delle imprese e di quelli delle divisioni che seguitavano a qualche distanza le truppe.
Devesi inoltre aggiungere che i ponti galleggianti sul Tagliamento, sostituiti a quelli stabili stati rotti dal nemico, talvolta non erano praticabili, perchè pei gonfiarsi delle acque, causa delle dirotte piogge che caddero in quei giorni e pei forti pesi che vi transitavano, ne andavano talvolta guasti ed impedivano ogni ulteriore passaggio. Dippih, essendo stati detti ponti gettati in quelle lo-calila che meglio consigliavano Parte e la strategia, ne derivò che abbandonati i punti che mettevano capo nelle strade maestre, dovevasi percorrere attraverso i campi e per un tratto maggiore di due chilometri, vie appena tracciate. Come ben di leggieri si può arguire, i carri benché con non troppo peso sprofondavano