Rassegna storica del Risorgimento
STRATEGIA ; GUERRA 1866
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1957
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Riccardo Rocca
Inconvenienti più sensibili si "verificarono nelle somministrazioni alle truppe non costituenti unità organiche delle divisioni (parchi artiglieria d'assedio, batterie da campagna di riserva, brigata di cavalleria ed altri corpi dei quartier generali dei Corpi d'Armata). Tali truppe, infatti, allorché dislocate in prossimità delle divisioni operanti con esse, dovevano essere vettovagliate da queste ultime. Accadeva, però, che giungendo esse all'improvviso e con forze rilevanti, non sempre trovavano disponibilità di rifornimento tali da poter essere approvvigionate. Si rendeva, perciò, necessario ricorrere ad improvvise e spesso notevoli requisizioni ed acquisti sul posto, per i quali si rilasciavano appositi buoni ai Municipi. QueBti inconvenienti, con altri anche più notevoli verificatesi per i foraggi, costituirono la buona causa delle imprese per intessere illecite speculazioni.
Da una relazione in data 29 agosto 1866 del sig. Augusto Murri, Commissario di Guerra di 1a classe, si rileva:
La rapidità delle mosse dei corpi e delle truppe è tale die gli agenti delle imprese o non giungono nei luoghi di tappa, o se vi giungono lo è dopo che i servizi delle vettovaglie furono fatti da funzionari dell*Intendenza a mezzo di requisizioni o per richieste dirette ai Comuni dai comandanti delle truppe.
XI Governo paga i generi somministrati dai Comune alle truppe a prezzi maggiori di quelli che costarono all'impresario, il quale seppe a tempo ritirare dai Comuni contro pagamento i buoni delle fatte somministrarne, però per quello che vi sia il suo tomamente Più cosi si incassa dal Governo il 6 sull'importo dei prezzi di appalto delle dette somministrazioni, apparendo egli di averne fatta la somministrazione.
L'attuale impresa ha diramato ai Comuni una sua circolare e messi avvisi a stampa pe* cantoni delle vie per acquistare i buoni delle somministranze fatte dai medesimi alle milizie.
Se i Comuni per alcuni generi domandano prezzi maggiori dallo stabilito tra il Governo e Vimpresario, quest'ultimo si rifiuta di ritirare i buoni, ed allora il Municipio è obbligato, se non vuole attendere il pagamento direttamente dal Governo, ad accettare l'offerta dell'Impresa. Questa al certo non martellerà di chiedere al Governo maggiori compensi per danni ecc. che asserirà di aver ricevuto.
Nei riguardi di caffè e zucchero, all'inizio della campagna, era stata disposta la costituzione di scorte: il caffè era conservato macinato e lo zucchero in botti. È ovvio che il caffè così conservato perdesse, dopo non molto, l'aroma, e parte dei suoi poteri alimentari, e che, per lo zucchero, spesso si verificassero anche notevoli perdite dovute a facili deterioramenti delle botti.
Per ovviare a tali inconvenienti, e perchè, nel frattempo, si era deciso di aumentare a 6 le giornate di scorta per tutto l'esercito il che comportava una maggiore permanenza dei generi con conseguente maggiore deperimento si provvide alla conservazione, e successiva distribuzione alle truppe, del caffè in grani tostati.
A questo pare non fossero estranei i desiderata del soldato che sempre malcontento di tutto non gradisce di ricevere simile genere in polvere per timore che vi siano mescolate sostanze eterogenee (citata relazione Gorini in data 17 settembre 1866). Per meglio assicurare, poi, la conservazione di tutti e due i generi considerati, venne ordinata la eostruzione di apposite casse di legno foderate di latta, per il caffè, e le fornitura di sacchi per lo zucchero.