Rassegna storica del Risorgimento
STRATEGIA ; GUERRA 1866
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1957
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Alcuni aspetti logistici della campagna del 1866 505
Rimaneva il problema della macinazione del caffè distribuito in grani alla troppa; dopo vari tentativi ed esperimenti, ai giunse alla adozione di borse di cuoio, mastelli e setacci di metallo, e si dispose la distribuzione di quattro serie di tali attrezzi per ciascuna compagnia, batteria e squadrone. H caffè doveva essere battuto nelle borse di cuoio, e poi passato attraverso il setaccio per averne una polvere quanto più possibile fina. La costruzione di questi attrezzi e loro distribuzione, come pure quella delle casse per la conservazione del caffè, subirono ritardi notevolissini e non pochi disguidi. Tuttavia la confezione della bevanda di caffè presso le truppe non mancò mai; e ciò è una riprova di più dell'ingegnoso e tradizionale spirito di arrangiamento del nostro soldato.
Più complesso di quello dei viveri si presentò il rifornimento dei foraggi e dell'avena, particolarmente per il suo peso logistico che esigeva anche, per maggior volume, un notevole quantitativo di mezzi di trasporto. Questi generi, per la quasi totalità, non potevano affluire da tergo e da lontano; ne consegui la necessità di largo ricorso ad acquisti ed a requisizioni sul posto, con non pochi inconvenienti. Le imprese, infatti, spesso non furono tempestive negli approvvigionamenti, e frequentemente, col pretesto della irreperibilità dei generi, fornirono fieno del nuovo raccolto, agostano anzicchè maggengo, con quella ripercussione sulla salute e sulla Buona alimentazione dei quadrupedi che è facile arguire. Né minacce di sanzioni, né le sanzioni stesse poterono por rimedio a questo stato di cose.
Nella fase di movimento oltre il Tagliavento ed in quelle successive sulla destra del fiume stesso, il problema si presentò ancora più complesso, non tanto per il foraggio che, bene o male, di qualità più o meno scadente, si potè requisire in quantità sufficiente ai bisogni, quanto invece per l'avena. Esauriti, infatti, i piccoli quantitativi di avena che l'impresa aveva potuto procurare in precedenza, si dovette ricorrere a larghe requisizioni in tutta la zona; requisizione che però diede risultati assolutamente deficitari, sia per la normale scarsità di tale prodotto, sia per l'esaurimento di esso attraverso requisizioni ripetute.
A tale carenza si ovviò con distribuzione straordinaria di granturco e di crusca, in quantità doppia dell'avena; generi requisiti in posto, in attesa dell'arrivo di 2000 q.li di avena di cui si era ordinato l'invio da Udine. Tale provvedimento e gli arrivi delle scorte inviate anche da Pontelagoscuro posero fine a questo stato di particolare disagio.
I tabacchi non costituivano parte integrante della razione viveri. Perciò, in previsione della campagna, erano intercorsi accordi tra il ministero della guerra e quello delle finanze perchè anche i tabacchi da distribuire alle truppe fossero provveduti dalle sussistenze militari che, a loro volta, dovevano esserne opportunamente rifornite; ed inoltre che, per quelle truppe che fossero dislocate in piccole località lontane dai centri, i vivandieri dei corpi fossero autorizzati a prelevarne congruo quantitativo presso i magazzini delle gabelle al prezzo di cessione dei rivenditori.
Disposizioni del genere furono invero date, ma le pratiche burocratiche rappresentarono un elemento decisamente ritardatore, e le truppe avevano già oltrepassato il Po senza che si fosse ancora riusciti ad ottenere l'applicazione degli accordi stipulati per il rifornimento dei magazzini delle sussistenze. I tabacchi vennero, cosi, virtualmente assicurati solo per il periodo