Rassegna storica del Risorgimento
STRATEGIA ; GUERRA 1866
anno
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1957
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pagina
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506
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50H Riccardo Rocca
ài tempo corrispondente a quello di permanenza delle truppe al di qua del Po; e, circostanza grave, l'approvvigionamento veniva a risultare scoperto per il periodo successivo al passaggio del fiume, venendosi a trovare le truppe in territorio dove non era possibile avvalersi di magazzini delle Gabelle.
D'altra parte le truppe, dislocate il più delle volle a grandi distanze dai centri urbani, impossibilitate a rifornirsi individualmente, manifestavano mal celati segni di malcontento, mentre per converso continuava il dibattito burocratico, che trovava ora altro elemento ritardatore nella definizione dei mezzi per il trasporto del tabacco, poiché non erano ritenuti idonei i carri del treno borghese .
Ebbero buon gioco in questa particolare circostanza numerosi speculatori, indirettamente agevolati in ciò dalla impreviggenza degli organi competenti. E ne è valida prova un episodio veramente caratteristico.
Yerso la metà di luglio erano stati reperiti a Vicenza e requisiti, quale preda bellica, 2.489.850 sigari e 38.313 q.li di tabacco. Fu proposto che tale quantitativo, almeno in parte, fosse messo a disposizione dell'Intendenza generale per la distribuzione anche a pagamento alla truppa; venne, invece, disposto che il tabacco fosse versato all'amministrazione delle gabelle. Con tale misura, mentre si privò l'esercito di una risorsa che gli sarebbe stata utilissima, e che d'altra parte anche aveva guadagnato, si aprì la via alle speculazioni.
Alcuni speculatori fecero di questi grande incetta, ed allorché incominciò a farsene sentire la scarsezza, li vendette a prezzi esorbitantissimi, ed io stesso ho veduto dei soldati costretti a pagare con danaro, che costava certo amari sudori agli infelici loro parenti, i sigari Virginia persino a centesimi 30 cadauno (relazione Gorini).
Solo ai primi di agosto si cominciarono ad avere i primi arrivi, ma i tabacchi inviati non erano delle qualità state addomandate. Non vennero spediti sigari Cavour da 5 e 7 centesimi, Virginia e Toscani, ma solo di quelli del Moro e pressati nella Fabbrica di Bologna. Di tabacco trinciato no venne mandato piccolissima porzione e siccome i generi che in maggior quantità erano stati domandati erano appunto i sigari da 5 centesimi e il tabacco trinciato di seconda qualità, perchè piti accetti e più convenienti ai ristretti mezzi pecuniari del soldato, il 21 agosto si dovettero far presente al Ministero della Guèrra i lagni della truppa (relazione Gorini).
Ne risultò che in quasi tutti i magazzini delle divisioni il quantitativo giunto rimase pressoché intatto. In sostanza:
.... a malgrado di tutta la sollecitudine adoperatasi dall'Intendenza Generale, i tabacchi giunsero allorché non se ne sentiva più il bisogno, sia perchè i rivenditori ne avevano ricevuta gran quantità, sia perchè le truppe non si trovavano più nelle condizioni di prima. Niun giovamento, quindi, VEsercito ha potuto trarre, tanto pia attesa la qualità del tabacco non del gusto dei fumatori (relazione Gorini).
Da questo rapido esame su particolari aspetti di alcuni dei servizi delle sussistenze, possiamo dedurre che se mille e mille furono le difficoltà di ogni sorta che si opposero ogni giorno, ed in situazioni sempre difficili, al funzionamento del più essenziale dei servizi, il soldato ricevette sempre una alimentazione sana e sufficiente.