Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <495>
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La rvoendicaeìone dì una vittima
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le viste del Marchese Rieeini col quale si trovavano in tanta relazione da venire ammessi alle più intime confidenze negli affari d'ufficio, per cui il G allotti se ne dava vanto continuo e diceva di uniformare il suo contegno verso i detenuti secondo i desideri del Riccini dal quale riceveva premi di preziosi e di denaro, e si vantava di avere ottenuto confessioni dai detenuti e di essere un altro duca dell'erga­stolo: e lo poteva ben dire perchè, stante appunto quella stretta rela­zione tra lui, Bonazzi e Riccini, si tollerava qualunque abuso, non erano ascoltati i reclami dei detenuti e venivano perdonate al custode le più gravi mancanze; ma non solo Gailotti e Bonazzi erano stati innalzati di posto, li stessi- Tosi e Montanari ebbero un migliore trat­tamento e l'assegno dal Ministro di Buon Governo di una pensione di circa lire 27 per ciascuno, oltre alcuni sussidi alle loro famiglie;
Glie nell'anno 1850, continuandosi la istruzione già iniziata nel 18-48 contro il marchese Riccini e li Gailotti Giuseppe e Bonazzi dottor Carlo (questi due ultimi ora defunti), venne sentito in esame Venerio Mon­tanari uscito dal carcere in forza di amnistia, e sotto il vincolo del giuramento deponeva che le cose confessate a carico del cavaliere Ricci e compagni erano insussistenti, e che fu indotto a dirle dal custode Gailotti mentre si trovava in carcere perchè lo faceva soffrire di fame e lo lusingava che avrebbe avuto protezione e sussidi di de­naro e non doveva avere rimorso a secondarlo trattandosi di persone compromesse nel 1831 - che così voleva il Governo che era d'intelli­genza col Duca per dare un esempio - e ripeteva spesso - Cosi vuole il Governo; cosi pretende ed esige Sua Eccellenza il Ministro di Buon Governo, ed io ti parlo per sua bocca , - deponeva inoltre che GaUotti lo istruiva leggendogli tre fogli di carta turchina; e non poteva essere difficile al Montanari di apprendere quello che doveva dire, perchè, essendo nativo di Sorbara paese poco distante da Bastiglia ed avendo quivi la sua famiglia, conosceva benissimo i luoghi e le persone del Ca­valiere Ricci e compagni: diceva infine che Gailotti conduceva il Tosi nel di lui carcere per concertare la confessione, ma questi era imbrogliato a dire i nomi; e infatti il Tosi non conosceva le persone dei pretesi com­plici, e nella sua confessione mostrossi incerto specialmente sui nomi, e quelli che disse non sembrava spontaneo, aspettando sempre le inter­rogazioni e contestazioni del Giudice per modellarvi le sue risposte;
Che sebbene non si potesse del pari sentire in esame Giacomo Tosi perchè nell'anno 1850 era già morto nell'ergastolo, pure dalle deposizioni di molti testimoni che gli furono compagni di pena e da quelle di molti impiegati nel detto stabilimento risulta in modo indu­bitato, che tanto il Tosi quanto il Montanari e gli altri condannati per la congiura Ricci protestarono mai sempre di essere innocenti e