Rassegna storica del Risorgimento
FINANZA
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1957
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Renato Zanghcri
3. - All'aprirsi del scc. XVlll l'imposta sul macinato continua a riscuotersi a Milano e a Firenze. In Piemonte è riprist mata il 15 aprile 1701 per far fronte alle spese della guerra di successione spagnola. Il carico previsto dalla tariffa piemontese ammonta a circa un decimo del prezzo normale dei grani; dell'esazione sono responsabili le città e le comunità. L'elaborato sistema di cautele e controlli non serve a reprimere le frodi, se dopo pochi mesi il dazio viene trasformato in una sorta di testatico, in base ad un consumo minimo obbligatorio di tre sacchi per abitante. Il diritto della macina osserva l'Einaudi avea in sé il vizio originale di essere ingiustamente ripartito e di difficilissima esazione; e contro questi suoi difetti intrinseci poco valevano le ingegnose cautele e le escogitazioni di metodi complicati... Sicché, quando nel 1713 fu abolito insieme con altri tributi di guerra, non lasciò rimpianti nemmeno fra i finanzieri . ' '
Nello Stato pontificio, escluse Bologna, Benevento e Ferrara, la gabella del grosso sul macinato, soppressa da Innocenzo XII nel 1697, è ristabilita da Clemente XI con chirografo del 2 agosto 1708. Nello stesso anno il pontefice decreta la tassa del milione , che deve rendere la somma annua di un milione di scudi per far fronte alle spese militari straordinarie, e che è suddivisa in quote fra le comunità in proporzione al numero degli abitanti. Il criterio di ripartizione del contingente fra i contribuenti resta a discrezione delle comunità, salvo il principio che il peso maggiore deve addossarsi sopra li benestanti et i Ricchi, e in sussidio poi imporre qualche rata ancora sulla gabella della carne, sale e macinato, che gravano ugualmente il povero et il ricco . 2) In verità i consumi popolari vengono tassati abbondantemente, grazie alle licenze accordate alle comunità dalla Sacra congregazione economica, sicché nello Stato pontificio il macinato risulta essere doppiamente gravato: dalla gabella camerale, cioè dal tributo direttamente dovuto alla Camera apostolica, che era stato soppresso, come si è visto, da Innocenzo XII e ristabilito da Clemente XI e dalla gabella commutativa, cioè dal tributo aggiuntivo imposto dalle comunità per far fronte agli obblighi della tassa del milione . Bologna, esclusa in un primo tempo dal pagamento della tassa del milione , vi fu poi anch'essa sottoposta. Pare che il Reggimento bolognese affrontasse l'onere per mezzo di mutui, senza imporre un immediato aggravio ai contribuenti; ma lo straordinario aumento dei debiti rese necessari nel 1720 provvedimenti di emergenza, fra cui un aumento della gabella del macinato di baiocchi nove per corba di grano. 3)
In Sicilia, nel 1614, la Deputazione del Regno aveva aggiunto alla tassa di grani 24 per salma, stabilita nel 1564, una seconda e maggiore tassa di tari 4 per salma. Di pia, le Università esigevano delle addizionali, varianti da
J ) L. EINAUDI, La finanza sabauda all'aprirsi del secolo XVIII o durante la guerra di successione spagnola, Torino, 1908, p. 162. Il dazio rimase poi confano in alcuni luoghi del Piemonte nel prezzo della macinatura, come proprietà di privati e corpi morali. SELLA, p. 15. In varie città continuò a riscuoterai come tributò comunale.. A. BERNARDINO. Le finanze delta città della Sardegna sabauda, in In onore e ricordo di Giuseppe Prato, 1931, p. 205 ss.
-0 Lettera della Sacra congregazione economica al Cardinal Legato di Romagna del 13 maggio 1710, cit. in L. NINA, Lo finanze pontificie sotto Clemente XI (Tassa del milione), Milano, 1928, p. 493. cfr. ADEMOLLO, La tassa del macinato in Roma nel secolo XVII, in Rivista europea, 1877, t. II, p. 431.
3) IL, p. 583.