Rassegna storica del Risorgimento
FINANZA
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1957
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pagina
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524
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524 Libri e periodici
Qualche anno dopo Ponila, perù, si direbbe che questo sistema incontri delie difficoltà, perchè noi vediamo ohe i grandi organismi economici triestini si danno un'organizzazione atta a continuare le loro operazioni nel territorio del Regno. Ci era noto il caso delle Assicurazioni Generali, già denominate Austro-Italiche, che crearono una sede speciale italiana a Venezia. Ora apprendiamo che nel 1872 anche una ditta di famiglia come la Parisi aperse a Venezia non tanto una filiale, quanto piuttosto una seconda sede italiana, destinata a fiancheggiare nel territorio del Regno gli operatori triestini; a capo vi fu posto un ramo cadetto della famiglia, quello che sta tuttora a capo della ditta.
Dietro a queste vicende c'è un interessantissimo capitolo della storia economica dell'Italia post-risorgimentale, ancora in gran parte da scrivere. Trieste, in sostanza, potè continuare a svolgere, sia pure in forme nuove, la sua funzione di raccordo tra l'economia dell'Italia ormai unita e quella austro-danubiana. L'autore può ben giudicare che in tal modo alla incomprensione dei governo (austriaco, s'intende) di allora per le impellenti necessità dell'emporio (triestino), si era ben presto posto riparo con l'alacrità dei privati. Un esempio ce lo dà lo stesso Giuseppe Parisi; in una lettera del 1877, diretta al figlio, egli scrive nella sua prosa scorna, ma materiata di fatti : Son quindici giorni che lotto con la Franz Josefsbahn, di coi sono l'agente. Oggi finalmente sono riuscito! La Franz Josef sbahn mi dà carta Manca, si può dire, coi prezzi onde riesca nel mio intento che deve essere quello di portare a lei gli affari d'Italia (primo gli zuccheri) e non pretende da me altra garanzia che di dare l'esclusiva. Ciò va da sé ed io spero (con molta fatica e spesa però) di riuscire nell'intento.
Questo modo di procedere da porte degli operatori triestini, che oggi in politica si direbbe a binari paralleli , continuò con fortuna fino alla guerra del 1914. Noia infatti l'opera che durante la guerra anglo-boera la Parisi è stata fortemente impegnata con i trasporti segnatamente di fieno ungherese da Fiume per il Sud-Africa: più direttamente è stata interessata dalla guerra di Libia, quando i trasporti erano boicottati dalla Turchia per le provenienze dall'Italia, mentre queste potevano essere incanalate senza difficoltà attraverso Trieste Si tratta di particolari di non grande rilievo, se vogliamo, ma che ci fanno intrawedere quali ripercussioni indirette portassero con sé le imprese coloniali e quali ottimi affari potesse concludere per conseguenza anche una semplice ditta di spedizioni. La fine dell'opera concerne naturalmente le vicende interne della Parisi negli ultimi quarantanni e la sua riorganizzazione tecnica dopo le crisi delle duo guerre mondiali, ed anche questa parte è interessante perchè inquadrata in una sintesi rapida, ma veramente efficace delle vicende diplomatiche e delle loro ripercussioni economiche in quel periodo agitato e complesso. Condotta con sicura informazione e con mano maestra, tale sintesi va segnalata senz'altro tra le buone pagine di quest'opera singolare. CABLO ScmFFBEU
JOSEPH ROSSI, The image of America ài Mazzàii's vnitings ; Madison, The University of Wisconsin Press, 1954, in 8", pp. VTI-188. 3,50.
Questo libro del Rossi, professore d'italiano all'Università di Wisconsin, pubblicato in occasiono della celebrazione del centoetnquantenario della nascita di G. Mazzini, risponde a quell'esigenza, in questi ultimi tempi largamente diffusa e sentita, di lumeggiare la posizione dell'America nel pensiero e nell'attività pratica degli uomini politici dell'Ottocento europeo.
Lo studio del professore americano si propone di mettere a fuoco il pensiero' e il sentimento di Giuseppe Mazzini intorno agli Stati Uniti d'America e, più esattamente, l'immagine che, della progrediente importanza e potenza della grande , repubblica nordamericana, è possibile ricavare dagli sentii mazziniani.