Rassegna storica del Risorgimento

FINANZA
anno <1957>   pagina <528>
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528 Libri e periodici
inizia la sua attività a Torino), conte logica conseguenza dolio vicende pò liti elio che avevano vessato l'Europa, modificando l'assetto che ad essa aveva dato il Con­gresso di Vienna. Solamente nel luglio 1846, con l'assunzione di Palmerstou agli esteri, la politica anglo-sarda torna ad allinearsi su tutti i punti ed inizia quella stretta collaborazione ira i due paesi che non doveva subire più, per anni e decenni, alcuna incrinatura notevole > (Intr. p. XXVIII).
L'ammirazione e la simpatia che Palmerstou nutriva per il Piemonte e che lo portavano a dichiarare che les Etale Sardcs ctsicnij non seuloment un modèlli pour le reste de l'Italie, mais pour le reste de l'Europe, gli erano ricambiate dal fatto che il Piemonte considerava il ministro degli esteri inglese un pò* conto la sua guida nei momenti difficili che stava attraversando e Palmerston accettava volentieri di dare lezioni di diritto internazionale e di savoir vivre internazio­nale all'inquieto (anche se giustamente inquieto) Stato subalpino > (Intr. p. XXXI).
Quando Hudson prese possesso del suo ufficio a Torino, la questione che pia assillava il governo sardo era quella dei rifugiati politici, che avevano trovato asilo in Piemonte e di qui tramavano per rovesciare i governi reazionari dei paesi da cui provenivano e rientrare in patria apportando quel nuovo fermento di idee, di cui si facevano promotori.
Stretto fra l'Austria, che mirava a sovvertire l'ordinamento costituzionale dello Stato sardo riportando al potere le forze reazionarie, e la Francia, che intendeva mantenere l'ordine costituzionale, ma frenarvi le liberti di cui il Piemonte ero dotato, dobbiamo riconoscere che il Regno sardo era in una situazione tutf altro che facile.
Vittorio Emanuele II, nel primo colloquio avuto col ministro britannico, gli aveva precisato quale fosse la sua linea politica: pronto a fare le concessioni che erano conformi alla ragione e alla giustizia, non avrebbe però mai subito ordini relativi alla politica o alla condotta della Sardegna; avrebbe preferito la morto al disonore di vedersi costretto a seguire una linea di condotta che convenisse ai suoi vicini (Austria e Francia) ma che fosse contraria alle regole e agli usi della Sardegna com'era attualmente governata (Doc. n. 58, p. 71).
Hudson intese impostare la sua linea di condotta su queste basi: contrastare ogni tentativo di ledere le libertà sarde, combattere l'influenza francese in Italia e avversare Carbonari, Sanfedisti, Codini e Italian issimi che sono stati la male-dizione dell'Italia, perchè non vi è speranza che l'Italia possa mai conseguire qual­siasi riforma razionale o qualsiasi miglioramento delle sue condizioni politiche, sociali o religiose, finché essa è preda di cricche di uomini di opinioni estremo guidati da interessi stranieri che cercano di stabilire influenze esclusive (Doc. n. 99, p. 147).
In merito alle rimostranze presentate dal governo austriaco nel febbraio 18S2, per l'eccessiva libertà di stampa imperante in Piemonte, Hudson in un colloquio con l'incaricato d'affari prussiano De Perponcher, gli mostrava che in Piemonte la libertà di stampa aveva arrecato questi vantaggi:
a) non esistevano società segrete, poiché il popolo non ha bisogno di cospi­rare quando può esprimere apertamente le sue opinioni >;
b) l'azione dei Gesuiti era innocua, poiché il veleno delle loro dottrine è neutralizzato dalla libertà di discussione >;
e) Mazzini non contava seguaci in Piemonte, ma solo dove la stampa era imbavagliata ;
d) il benessere del Piemonte era un fatto troppo notévole, perchè egli non l'avesse notato (Doc n. 189, p. 269).
Sulle cause e le vicende della crisi ministeriale che portò olla formazione del primo ministero Cavour, Hudson redasse un lungo memorandum, che stupiva per la conoscenza dettagliata degli intrighi svoltisi dietro le quinte ad opera della camarilla di corto ostile a Cavour e alla sua politica, camarilla che era influenzata