Rassegna storica del Risorgimento

FINANZA
anno <1957>   pagina <533>
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Libri e periodici 533
grandi guerre. Andò bene, e, più tardi, l'oleografia patriottica giustamente crili-cr.ta dal Valseceli! (L'alleanza di Crimea*p. 463) ne fece un piano mirabilmente calcolato da Cavour, per giungere al 1859, a Milano, alle annessioni ; ma I Vice post hoc, ergo propter hoc non ha mai spiegato nulla né in storia né in fisica né in alcun'altra scienza > (Inlr. p. XCIV).
Il Piemonte aveva ai ottenuto un successo, entrando in guerra come alleato anziché come fornitore di un corpo di mercenari, ma delle aspirazioni del governo piemontese presentate a Londra da Hudson con la sua lettera del 24 ottobre, ben poco era stato conseguito e il Piemonte era stato costretto a sottomettersi alla vo­lontà delle grandi Potenze.
Il periodo intercorrente dall'adesione del Piemonte al trattato anglo-francese del 10 aprile 1854, sino al Congresso di Parigi, trova il Nostro continuamente intento ad osservare, a studiare Patteggiamento del governo sardo; sempre pronto a riferire al Foreign Office tutti quegli elementi ch'egli giudica necessari per agevolare la soluzione della Questione italiana e ad inserire sempre più decisamente la politica estera piemontese sul piano della grande politica europea.
L'attività legislativa del ministero Cavour è seguita attentamente da Hudson, che ragguaglia continuamente Lord Clarendon anche sulle manovre condotte dal rappresentante francese a Torino, Duca di Guiche, per orientare la politica sarda Verso la Francia,
Approssimandosi la convocazione del Congresso di Parigi, aumentava l'appren* sione del govèrno piemontese, che temeva di non esservi ammesso o d'esservi am­messo in una posizione di secondo piano: Hudson si fece interprete di queste ansio e ricevette dal suo ministro comunicazione che egli aveva personalmente assicurato Cavour che in qualunque conferenza la questione italiana sarebbe venuta sul tappeto in un modo o nell'altro (Doe. n. 834, voi. II, p. 453) e poi un nuovo riconoscimento ai meriti del Piemonte veniva con la decisione di ammetterlo alla conferenza praticamente senza limitazioni. Questo perchè come dichiarava Lord Clarendon in un dispaccio all'incaricato d'affari inglese a Parigi, Howard l'in-teresse della Sardegna in materia è di ordine generale, come quello di uno Stato europeo libero, anche se piccolo, ora in guerra con la Russia. Solo in base a ciò essa si è unita all'alleanza dell'Inghilterra e della Francia e ha dichiarato guerra alla Russia, e non vi è valida ragione per cui, sulla stessa base, non le debba essere permesso di negoziare la pace con la Russia assieme con l'Inghilterra e la Francia 1 (Doc. n. 867, voL H, p. 478).
Il carteggio del diplomatico inglese non ci offre nuovi elementi per il periodo relativo al Congresso di Parigi, che già non fossero noti attraverso le più Interes­santi ed aggiornate pubblicazioni sull'argomento. Dai documenti risulta però che fu Lord Clarendon a sollecitare Napoleone IH a mantenere la promessa di fare qual­cosa per l'Italia, fu lui die con l'Imperatore, Cavour e Walewski decise di porre al Buoi il problema dell'occupazione austriaca delle Legazioni, e fu ancora lui che spinse Napoleone HI ad annunciare a Buoi la sua determinazione di ritirare le truppe francesi da Roma; il che ci testimonia l'energia dimostrata da Lord Clarendon e smentisce le insinuazioni che lo dicevano austrofilo.
Hudson rimane un po' in ombra (anche se continua la sua attenta e solerte cpera): i ministri discutono e trattano le questioni personalmente: l'opera del di­plomatico è posta in sordina (Intr. p. CVD.
Fu ancora merito di Hudson se il Piemonte, che non avrebbe dovuto mandare un suo delegato alla Commissione per i Principati danubiani, ottenne di esservi rappresentato dopo che analoga concessione fu fatta alla Prussia , grazie proprio al valido sostegno, di Clarendon e contro l'opposizione di Walewski.
Instancabile, sagace, continua, oculata ed intelligente fu l'attività che questo rappresentante di S. M. Britannica svolse nei quattro anni, qui sommariamente esa­minata negli aspetti più salienti; ma tutti i problemi, grandi e piccoli, che costi-