Rassegna storica del Risorgimento
FINANZA
anno
<
1957
>
pagina
<
535
>
Libri e periodici 535
Da questi stadi si ha una conferma del ruolo assunto dai teatri durante- il Risorgimento: furono un po' come le cattedrali nei primi tempi dei Comuni medioevali. Essi offrivano modo alla popolazione di trovarsi riunita e di trasformare le proteste in nome dell'arte in dimostrazioni politiche; ma erano anche sede di manifestazioni patriottiche e di aiuto a pubbliche beneficenze, erano i luoghi ove confluiva la vita politica della città. A Reggio, ad esempio, il 12 settembre 1796 vengono eletti in teatro i Rappresentanti del popolo e il 26 ottobre dello stesso anno si cingono di alloro gli ufficiali reduci dal combattimento di Monteehiarugolo. Quasi tutti gli autori suaccennati danno il dovuto rilievo ad una notevole figura di critico teatrale e teorico dell'organizzazione teatrale: il reggiano conte Carlo Ritorni. Nel Ritorni era cosi chiara l'esigenza di una riforma del melodramma da ritenere inadeguato al proprio ideale In stessa opera di Bellini. Proponeva il ritorno dal melodramma al dramma in musica secondo una sua concezione classica del teatro lirico, e si dichiarava persino disposto a rinunciare al canto italiano pel canto straniero che è barbaro si ma più alla ragion si accosta >. Vogliamo cose fiere, voglìam canto che ci faccia fremere era la sua invocazione. Alla sicura prò* spettiva critica in lui si univa la consapevolezza della destinazione culturale e civica del teatro. Così, pur essendo politicamente un duchista, egli offriva, altra-verso i suoi concetti sul teatro, un originale concorso al movimento moderno delle idee.
Per la serietà delle ricerche ed il fervore dei problemi, questa raccolta di studi interessa pertanto, al di là degli aspetti locali, tutta la vita del teatro italiano del Risorgimento. FERNANDO MANZOTXI
Carteggi di Bettino Ricasoli, a cura di MABIO NOBILI e SERGIO CAMERANI, voi. Vii: Diari 1827-1859; voi. VDI: (27 aprile 1859-31 luglio 1859) (Fonti per la storia d'Italia, 19, 25); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contempo* ranea, 1955, 1956, in 8, pp. 360, 438. L. 2000, 3000.
Una delle più importanti e serie pubblicazioni di documenti del nostro Risorgimento è certamente questa dei carteggi ricasoliani curata da Camerani e Nobili. L'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea vien pubblicandone i volumi con ritmo annuale e si confermano sempre più i validi criteri di edizione e l'interesse dei documenti non compresi nella precedente raccolta del Tabarrini e qui offerti per la prima volta all'attenzione degli studiosi. L'importanza di questo nuovo materiale sta soprattutto nei molti elementi ch'esso fornisce per una più esatin conoscenza della personalità, delle convinzioni e dei propositi del Ricasoli, ben .poco rivelati dalle carte più ufficiali già note* In questa nuova edizione abbondano. inietti, le carte di carattere privato, che meglio illuminano, alle radici, gli atteggia* menti del barone toscano e valgono a chiarire giustificare e definire anche le sue decisioni di carattere più strettamente politico. I nuovi documenti, nella sostanza* confermano l'immagine già nota del Ricasoli. ma la rendono anche più chiara e incisiva. Per fare qualche esempio; la sua posizione politica nel 1847 era già cono* sfiuta per quanto egli aveva riferito dei colloqui avuti col Compiili, ma ben più chiara qui appare a chi legge dei suoi incontri col Rido Hi e con lo stesso Granduca; Patteggiamento poi da lui assunto verso il 1859 era di certo assai noto, ma qui appaiono le radici della sua insoddisfazione e si rivela apertamente la sua volontà di comando (Per unici pubblici non ho genialità. Ne accetterei, quando fossero di quelli e in quelle circostanze che potessi avere molto potere ed essere Capo Diari, 182).
I Diari son certamente ricchi di notazioni significative e importanti, che, soprai* tutto dal Pisene d da, sono state già segnalate. Aggiungerei qui come di qualche interesse siano ì giudizi del R. sulle regioni italiane che si stendono a sud di Rudi cofani, nello Stato pontificio e nel Napoletano, ove egli trova pigrizia, sudiciume