Rassegna storica del Risorgimento

FINANZA
anno <1957>   pagina <560>
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Vita dell'Istituto
La mai ti uà dei 29, nel hi Sala Maggi ore del Ridotto del Teatro Municipale, alia presenza di un scelto uditorio di iscritti al convegno e di autorità, il cav off. Renato Marmiroli, commissario straordinario del Comitato, ha porto il saluto ai convenuti ed ha invitato il presidente dell'Istituto ad assumere la presidenza. Questi* in un rapido discorso di apertura, ha delineato ì temi principali che sono poi stali ripresi e sviluppati nelle successile relazioni.
Qual'è il senso egli ha chiesto - di questa grande avventura teatrale che accompagno l'epopea risorgimentale? È un dato certo che fra il 1840 e il 1859 in Italia vi era un crescendo di manifestazioni musicali: la slessa coppia imperiale austriaca visitando la Lombardia nel 1857 allo scopo di conciliarsi gli animi degli Italiani ogni sera finiva in teatro a sentire quelle musiche che oggi siamo soliti considerare rivoluzionarie; il 1857 è pure Panno del Simon Bocconegra e della costruzione del Teatro Municipale di Reggio. Il prof. Ghisalherti non si è nascosto che spesso si trattava di una letteratura teatrale caduca; essa ha comunque avuto un significato. Ha servito ad entusiasmare, ad alimentare i sentimenti di italianità che non potevano essere espressi, ma che nelle platee potevano almeno balenare negli occhi. Non grande teatro, dunque, ma un teatro che ha acceso speranze e suscitato uno slancio di liberazione.
È stato il maestro Giulio Gonfalonieri a prospettare una felice interpretaziono del (atto musicale attraverso un esame intrinseco del contenuto musicale. Egli è etato esplicito nell'affermare che la musica di per sé non vuol dire niente, è al di qua di ogni indirizzo intellettuale od orientamento politico. Come si spiega allora il mistero per cui ogni nota ci ricorda, ci richiama, ci ammonisce di qualche cosa? Ed in particolare, perchè la musica ha avuto un singolare potere simbolico nel momento in cui l'umanità italiana anelava a manifestarsi in forme nuove? La risposta a tale quesito è venuta da una considerazione dei postulati gene­rali del Romanticismo che ha sostenuto il maestro Confalonieri, in Italia h*,t avuto il suo grande sfogo nel melodramma. Qui esso ha vinto le sue battaglie anche politiche in virtù di determinate innovazioni nello stesso campo musicale. È l'introduzione del coro che fa partecipare al conflitto delle passioni un mondo umano più vasto; sono i versi che divengono più sciolti; è il vocabolario musicale che, a differenza di quanto avviene nella letteratura, si trasforma; è la cadenza che rispecchia il ritmo e le esigenze dei tempi nuovi; è la stessa voce umana che acquista una tensione verso Vette vertiginose. Il melodramma, insomma, in un paese legatissimo al classicismo come l'tlalia, è stata l'attività più forte che si sia svincolata dalla tradizione, ed ha perciò operato in senso rinnovatore dello nostra vita politica.
Se il maestro Confalonieri ha individuato nel Romanticismo musicale una delle premesse del Risorgimento politico, il prof. Achille Fiocco, parlando sul teatro di prosa, ha valorizzato le spinte che provenivano dal ceppo neoclassico. La tragedia dell'Alfieri, ad esempio, reagendo al melodramma realizzava una rispondenza stretta fra la parola e l'atto, un dramma in cui il metro parve il taglio di una scuro e la battuta un cuneo d'acciaio, tanto die Alfredo Oriani scriverà più tardi: Non lo si capisce bene, ma lo si segue; gli altri poeti ammu­toliscono e paiono come tanti veltri intorno ad un cinghiale: Alfieri è da solo un'altra Italia. Ma il ruolo del teatro nella politica italiana dell'Ottocento può essere chiarito, secondo il prof. Fiocco, se si mette in rapporto con la funzione esercitate dall'interprete. L'attore, fornito nella voce e nel gesto degli strumenti adatti per incarnare il sentimento del tempo, è LI vivo emblema, il poeta di. questo teatro; anche se le parole non sono sue, egli le fa sue méntre le vive nella finzione. Cosi Ernesto Rossi, Gustavo Modena e Adelaide Ristori.
Come si vede, il convegno ha affrontato tutta la problematica aprendo un campo di indagini fruttuose sul terreno propriamente storico, e con esso l'Istituto per il Risorgimento e l'Ente per il Turismo hanno dato un significativo contributo