Rassegna storica del Risorgimento
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1957
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GAETANO DE SANCTIS v(15 OTTOBRE 1870 - 9 APRILE 1957)
Nessuno di noi dimenticherà mai quella sera. Avevamo discusso a lungo, nella grande stanza cui migliaia di volumi formavano le pareti vere, sulle pubblicazioni di alcuni candidati a borse di perfezionamento e sentivamo bisogno di distrarci, di non parlar più di titoli, di non continuare ancora a misurare intenzioni, a pesare risultati. Tutti quei libri attorno eccitavano più alte curiosità, suggerivano domande infinite, e il volto austero e pur benigno del padrone di casa pareva indulgere alle curiosità e incoraggiare le domande. Non è agevole oggi ricordare esattamente come e da chi il discorso fosse condotto sulla Storia dei Romani, ma sempre saranno vive davanti a noi le lacrime silenziose che dai luminosi occhi che non potevano più vedere di Gaetano De Sanctis accompagnarono il racconto del recentissimo furto del-manoscritto di una parte nuova dell'opera Sua maggiore. Un pianto breve, che non era sentimentale mtenerimento sulla propria disavventura, ma maschio dolore di padre per la perdita del figlio diletto. Maschio e cristiano dolore, tacitamente, pudicamente lasciato scorgere ai Suoi due collaboratori in un attimo di commozione ineffabile. E, subito dopo, la conferma che nessuna debolezza aveva fatto sgorgare quelle lacrime. Che, alla domanda, per noi, piuttosto, fatale constatazione di una conseguenza inevitabile, se, ormai, la Storia dei Romani sarebbe rimasta incompiuta, Egli, senza iattanza, con la cosciente semplicità dell'uomo che aveva sempre sentito la vita come missione, il lavoro come dovere, rispondeva di avere già ricominciato a scrivere il volume perduto. Fummo noi, allora, a non sapere più trattenere le lacrime davanti a quella figura nobilissima di sacerdote della scienza, che, a settantasei anni compiuti, non esitava ad assumersi un compito ohe avrebbe sgomentato altri, e moltissimi, di lui più giovani.