Rassegna storica del Risorgimento

anno <1957>   pagina <_Sommario04>
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Gaetana De Sanatis
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gestiva orazione inaugurale del XXVIII congresso del nostro Istituto io sono d'accordo con il mio amico Benedetto Croce e ritengo che la storia è essenzialmente storia della libertà, e che quindi tanto più degni di storia siano ed atti a essere illu­strati e conosciuti nei loro particolari gli accadimenti, in quanto rappresentino lo sforzo dello spirito umano verso la liberazione dalle passioni, dai pregiudizi, dagli impedimenti esteriori che impediscono la libera ricerca del vero e lo sforzo dell'umanità in genere per conquistare la libertà dell'individuo, l'abolizione del dominio dell'uomo sull'uomo o di una nazione su di un'altra nazione, che incatena le forze dell'individuo e delle collettività e abbassa egualmente dominatori e domi­nati. Per questo appunto io ho dedicato gran parte della mia vita allo studio della storia dei Greci, cioè alla storia di quel piccolo e grande popolo che primo ha insegnato agli uomini la libertà. Non c'è, nell'età antica, più alto, più consapevole, più efficace sforzo di libertà di quello che si è manifestato nelle pagine più nobili della storia dei Greci.
Nella grande aula capitolina l'evocazione di Leonida e di Trasibulo appariva così, alla commossa attenzione del folto pubblico italiano e straniero, prologo logico e quasi necessario al ricordo di quelle altre più recenti lotte per la libertà in cui, più consapevolmente di quel che non fosse tra i Greci, si identificò la causa della libertà propria con quella della libertà di tutti gli uomini, la dichiarazione d'indipendenza delle colonie americane, la proclamazione dei diritti dell'uomo ad opera della rivoluzione francese. E tra questi che definiva tra i momenti più insigni della storia moderna, lo storico cattolico rivendicava un posto nobilissimo al nostro Risor­gimento, per quella parte, soprattutto, in cui ne fu guida e animatore Giuseppe Mazzini. Per il quale, proclamava con sicuro intuito della validità perenne dell'insegnamento del profeta di una nuova Europa, la libertà d'Italia non era che un caso particolare di quella libertà delle nazioni europee a cui egli anelava. Quindi avvenne che, anche quando egli combat-