Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1957
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pagina
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_Sommario06
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Gaetano De Sanctis
VII
come già aveva fatto nel presentare al pubblico la nostra rivista risorta per la Sua tenace volontà e il Suo diuturno, instancabile impulso. Non ci sono soldi ? diceva allora a qualche Suo preoccupato collaboratore Stampi, stampi ugualmente: la Provvidenza ci aiuterà a trovarli . E nulla era più commovente e più stimolante insieme di questa certezza, che era la certezza di uno spirito autenticamente religioso nella bontà della causa cui si era consacrato.
Riprendere il lavoro che le dolorose vicende degli ultimi anni ci costrinsero ad interrompere scriveva nella Ripresa premessa al fascicolo unico 1944-1946 è stretto dovere di tutti gli Italiani, ed esso compete particolarmente agli intellettuali e ai dirigenti dei maggiori istituti nazionali di cultura, se vogliono promuovere con tutte le loro forze il nuovo risorgimento della Patria. Lo specifico lavoro nostro va ripreso con maggior lena, con più oculata consapevolezza del nostro compito ed eventualmente con quelle rettifiche d'indirizzo che le esperienze degli ultimi anni dimostrano necessarie.
Questo Egli affermava quando, da una città che Gli era Stata e Gli rimaneva carissima, Gli venivano amare voci dissuadenti. A che tentare di rimettere in piedi quell'Istituto, ora che tutta l'Italia va in pezzi? E uomini autorevoli e, per molti rispetti, degni si lasciavano prendere alla lusinga di abolire gli Istituti storici nazionali, mentre altri, mal conoscendo e giudicando l'uomo, il Suo animo, le Sue intenzioni, Blateravano di tradizioni tradite o di offesa democrazia, rimestavano provincialismi antiromani o, più ridevolmente, dimenticando date ed eventi, insinuavano si volessero salvare nel nostro ente e nella Rassegna creazioni del regime scomparso.
Ammoniva allora la Sua coscienza di storico e di cittadino: Bisogna prima di tutto che noi intellettuali viviamo noi stessi più intensamente la nostra cultura, ciò che escluderà quelle reticenze e quei compromessi i quali tanto hanno giovato al fascismo; bisogna che più energicamente cerchiamo di dif-