Rassegna storica del Risorgimento

anno <1957>   pagina <_Sommario07>
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Alberto M. Ghisatberti
fondere la cultura tra il popolo sicché questo non sia più pas­sivo spettatore degli eventi o turba facile a lasciarsi trascinare da faziosi, ma presente e consapevole attore o, per dir meglio, creatore della sua nuova storia.
Che, in un'opera simile, gli Istituti storici e, specialmente il nostro dovessero avere parte essenziale Gli appariva ovvio, perchè nulla può giovare ad un popolo nell'ora della soffe­renza e della umiliazione più che il ritorno alla propria storia, in particolare se si tratta d'una storia impareggi abilmente glo­riosa come è quella d'Italia. Ma, quasi temendo che le Sue parole potessero essere malamente intese, metteva subito in guardia contro il pericolo della agiografia, ricorrendo all'e­sempio della storia stessa di Roma, ricca di insegnamenti pre­ziosi, ove ammonisca a riprendere il contatto con quella antica humanitas di cui Cicerone e Virgilio sono tra i massimi rap­presentanti, humanitas che costituisce ima delle basi più salde della moderna civiltà, e se ci farà sempre meglio apprezzare il dono perenne che Roma ha dato agli uomini creando il corpo del diritto inteso quale ars aequi et boni, ma non altrettanto ove la si voglia ridurre, come durante il fascismo, ad una esal­tazione dell'imperialismo o in quella cieca esaltazione del cesarismo che culminava nella celebrazione della memoria di Cesare il giorno delle idi di marzo, celebrazione altrettanto esiziale ed antistorica quanto la unilaterale e settaria esalta* zione del pugnale di Bruto.
Così Colui che ci è apparso sempre uno dei più degni su­perstiti di quello che Stefan Zweig salutava come il mondo della sicurezza e della ragione creatrice lanciava agli Italiani il Suo appello alle istorie: Del pari nello spirito di compren­sione, nell'indagine spassionata di verità, nell'apprezzamento equo dei contrasti che accompagnavano il nostro Risorgi­mento, come pure nell'affermazione dei valori perenni da esso elaborati, noi troveremo la guarentia che, intensificando l'azione del nostro Istituto, contribuiremo a ridare agli Italiani la fede nell'alta missione di civiltà che la nostra nazione ha