Rassegna storica del Risorgimento
RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno
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1918
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La vitàenicaime di una vittima
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Attesoché quanto ai due primi capi d* imputazione, la inverisi, raiglianza della congiura del cavaliere Giuseppe Ricci era manifesta sino da quando ebbe principio il relativo processo, per ciò solo, che lo stesso Ricci poco tempo prima erasi mostrato affetto alla persona del duca Francesco IV seguendone le parti nella rivoluzione del febbraio 1831 ; che il Ricci non poteva avere confidenza nell'opera di uomini oscuri come i suoi pretesi complici, o perversi come li Montanari e Tosi ; che in quel tempo stava in Modena una forte guarnigione austriaca pronta a reprimere qualsiasi tentativo rivoluzionario j che non si ebbe sentore dell'esistenza di alcuna banda d'armati pronta a venire in soccorso dei congiurati; che la pretesa riunione di questi nel casino Ricci alla Bastiglia non fu conosciuta da altre persone;
Attesoché in forza delle successive ritrattazioni giurate di Venerio Montanari e delle dichiarazioni fatte in sua vita da Giacomo Tosi e da altri correi intorno alla insussistenza della anzidetta congiura, venne meno il fondamento della condanna proferita nell'undici luglio 1832 dalla Commissione militare contro il nominato cavaliere Giuseppe Ricci, basata unicamente sulle confessioni giurate quoaà ctMos delli stessi Montanari e Tosi, e per tal modo rimane comprovata la innocenza dello stesso cavaliere Ricci. la quale è posta anche in maggiore evidenza dalle sovraccennate circostanze die accompagnarono e susseguirono il malaugurato suo processe* ;!
Attesoché dalle varie e ripetute dichiarazioni del già custode delle carceri Giuseppe Galletti, avvalorate da altri urgenti indizi, essendo accertato che lo stesso Galletti agiva d'intelligenza ed a seconda degli ordini del ministro Riccini per indurre li suddetti Montanari e Tosi a deporre falsamente in senso di detta ideale congiura, non si può a meno di ritenere che lo stesso ministro conoscesse la innocenza del Ricci anche prima di scrivete al Giusdicente Bonazzi la lettera del 99 maggio 1832, colla quale: intese sicuramente sotto la veste di pubblica insussistente, a soddisfazione di un privato malvagio disegno; giacché sebbene in essa non sia nominala la persona del Ricci, pure dicendosi che le pratiche per le scoperte macchinazioni erano state fatte d'ordine del ministro e che il Venerio Montanari ne poteva essere informato, chiaro apparisce alludersi alla pretesa congiura Ricci ;
Attesoché dal complesso delle cosesovranarrate risultano indizii abbastanza gravi da sottoporre il detto Marchese Girolamo Riccini ad accusa per atroce calunnia a danno del Cavaliere Giuseppe Ricci, e per avere con abuso di potere e di autorità indotto il Gallotti ad istigare e subornare li Venerio Montanari e Giacomo Tosi a deporre come deposero il falso in materia criminale in aggravio dello stesso Ricci ;
Attesoché, quanto ai capi terzo e quarto delle imputazioni, se per le cose surriferite non si può mettere in dubbio che il Mattioli sia