Rassegna storica del Risorgimento
anno
<
1957
>
pagina
<
_Sommario10
>
Gaetano De Sanctis
XI
volo a chi Gli confidava di aver sovvertito per i propri discepoli il vecchio motto ciceroniano, mutandolo in Vita magistra historiae.... Altre volte metteva in guardia contro certo fastidioso e ingenuo perseverare di troppi studiosi nell'incapacità di vedere al di là della lettera del documento. Concordava allora con un giudizio, di tanti anni prima, dello Schipa che i documenti pubblici e ufficiali non bastano a rivelare intera l'anima e l'opera degli uomini , Come concordava nella condanna omodeiana di quella angustia della odierna storia diplomatica, che ha il torto di compendiare la storia dell'umanità nelle note dei gabinetti. La incrollabile fermezza dei Suoi convincimenti religiosi e, forse, proprio il Suo sincero spiritualismo cristiano, non gli impediva di valutare con equità uomini e idee di altra ispirazione, opere e movimenti contrastanti con quei convincimenti.
Nell'austero commiato rivolto ai Suoi collaboratori al momento di abbandonare le funzioni di Commissario agli Istituti storici nazionali, Egli ha tracciato un sobrio quadro della drammatica situazione che aveva trovato e di quella che affidava ai Suoi successori. In quella prosa volutamente scarna è la testimonianza più alta e più degna dell'opera compiuta in questo campo da Gaetano De Sanctis, al quale debbono gratitudine non solo gli uomini di scienza, ma quanti sentono che nel culto della verità e della libertà è la ragione prima della nostra vita.
ALBERTO M. GHISALBERTI
i> tesBtgn*, a, XXXEC (1952), p. 119.