Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno
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1957
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pagina
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569
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RELAZIONI
IL VENETO NEL RISORGIMENTO
1. E forse superfluo riproporre in questa sede un tema, che negli ultimi anni suscitò tante discussioni, sui limiti di tempo e di spazio dell'età risorgimentale, e tanto più nei confronti del problema veneziano, al quale è suggello un atto clamoroso: il trattato di Campoformio.
Quel documento, anche a prescindere dagli apprezzamenti formulati, non sempre corretti, e dalle polemiche suscitate, spesso inconcludenti, nelle vicende della storia veneziana e anche di quella europea ha assunto un significato e un'influenza, che, in rapporto alle conseguenze scaturite, vanno oltre la lettura delle clausole concordate. Il trattato, posto a conclusione di travagliata crisi, non esauriva solo il destino di uno Stato e di una sovranità, ma era l'epilogo di secolare processo di dissolvimento quasi a prefazione di radicale tramutamento dell'equilibrio internazionale. Bonaparte, pur nella esuberante ed incontrollata intemperanza di azione, istruito dall'esperienza, invano aveva resistito alle tentazioni distruttrici, spregiudicatamente accolte ed anzi tempo soddisfatte dall'estremismo rivoluzionario, che si prevaleva alla periferia della tacita e noncurante acquiescenza degli organi parigini, ed aveva difesa l'esistenza territoriale e sovrana dello stato veneziano, comunque configurato, una prima volta a Leoben imponendo limitazioni e riserve alle cupidigie austriache, e una seconda volta tra Passeriano e Udine, contrastando palmo a palmo le rivendicazioni viennesi. Il successo gli era mancato, anche perchè tra l'uno e l'altro evento era stato improvvidamente compiuto il fatale sacrificio, che screditava l'argomento più robusto di difesa, l'effettiva esistenza di uno Stato sovrano,*quando questo era stato radicalmente cancellato dalla carta politica europea.
La rivoluzione del 12 maggio, istigata e imposta dal Villetard, quale sedicente interprete della politica francese.