Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno <1957>   pagina <571>
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// Veneto nel Risorgimento 571
degli eventi nel giro di pochi mesi, anzi di pochi giorni, aveva rovesciato la situazione e aveva eliminato l'argomento so­stanziale a suffragio dei principi affermati nei prehminari. In presenza di implacabile realtà, che aveva distrutto anima e corpo di quel simulacro, cui si faceva appello per arrestare un inesorabile destino, ogni capacità di resistenza era svigo­rita, e qualunque uomo, anche più tenace di Bona par te, posto di fronte ad inequivocabile tragica alternativa, in una situa­zione di estremo pericolo, difficilmente avrebbe potuto esi­tare nella scelta tra la guerra e la pace, ed affrontare i rischi di una catastrofe, quando di Venezia non restava che un no­me senza contenuto.
Tutto aveva congiurato contro la tesi bonapartiana, dal disinteresse parigino, intinto di qualche colorito di osti­lità per la politica attiva in Italia, all'immobilismo venezia­no, dalla incomprensione dei patrioti lombardi a quella non meno ingenua della democrazia indigena, dalla fa­cile tolleranza bonapartiana alla spregiudicata impudenza di avventurieri in veste di rivoluzionari, dalla debolezza della diplomazia francese alla intransigenza austriaca, per quan­to temperata dallo spirito italiano del marchese di Gallo. Bonaparte tra il succedersi di crisi faticose e sconcertanti, da quella veneziana a quella parigina, era rimasto isolato, senza. conforto né aiuto né dalla Francia,' né dall'Italia, e si era trovato a cozzare, disarmato, contro l'impenetrabi­le, compassato e freddo principe di Cobenzl, genuino inter­prete della tradizione conservatrice antiliberale, insensibile ad ogni ispirazione di rinnovamento anche modesta e lega­litaria.
Il disfacimento dello Stato veneto spontaneamente of­friva la circostanza opportuna a realizzare il sogno dell'an­nessione, accarezzato da oltre un Ventennio dalla politica viennese nell'intento di dar diversa fisionomia al panorama europeo e bilanciare l'equilibrio orientale turbato dalle aspira­zioni russe. Il messaggero di pace, che aveva a lungo faticato per avviarlo a risoluzione secondo l'interesse della monar­chia danubiana, non poteva lasciar trascorrere il momento favorevole di raccogliere qualche frutto. La sua irremovibile