Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno
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1957
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Roberto Cessi
fermezza, se non ottenne l'adempimento del programma integrale (e di ciò si dolse a sua giustificazione), non rinunciò ai capisaldi, fino a vincere sulla stanchezza del suo interlocutore, melanconicamente rassegnato a perdite, di cui forse egli, nell'impotenza di resistere, senti la gravità.
Ancora una volta l'infelice accordo fu apprezzato a Parigi con suprema leggerezza, quasi bastasse spogliare un cadavere per togliere all'avversario il largo profitto altrimenti elargito gratuitamente.
E non era tutto. Trasformando, col possesso delle due sponde, l'Austria, potenza continentale, in potenza marittima, si tramutava anche la finizione dell'Adriatico, il cui inorientamento era legato all'interesse orientale della monarchia absburgica e creava irreparabile frattura tra l'occidente e l'oriente. Vero è che la funzione mediatrice di Venezia era da tempo isterilita, da che le vie continentali per l'Europa centrale e occidentale, facenti capo a Venezia, erano pressoché inutilizzate e la via adriatica era divertita ad altra meta per tramite dello scalo triestino. Il crollo del governo aristocratico era l'epilogo anche di una profonda crisi economica, che si dissolveva senza che subentrassero nuove prospettive e nuove energie. Sintomatico e significativo era il gesto di abdicazione del Maggior Consiglio, accompagnato al rifiuto, nell'atto dello scioglimento, di designare un successore o un erede, che accogliesse o preservasse dalla dispersione il superstite patrimonio nazionale. All'abdicazione succedeva il vuoto, e la Municipalità, arbitrariamente combinata, non aveva alcun titolo né legale né morale per rendersi interprete degli interessi di una nuova società. La Municipalità non era l'organo di una società rinascente e rinnovata; era soltanto il liquidatore dell'eredità passiva lasciata dal defunto regime, incapace di (intraprendere la riorganizzazione delle energie ancora attive e di imprimere ad esse l'impulso di nuovo ritmo. I mura cip alisti non portavano la eco di nuovi bisogni sociali: la loro voce non era che l'eco, piuttosto tramortita, per quanto apparentemente nutrita di violenza, del vecchio linguaggio illuministico, meccanicamente ripetuto, tutto infarcito di metafore e di principi astratti di una pseudo democra-