Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno
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1957
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pagina
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573
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Il Veneto nel Risorgimento 573
zia, incapace di scuotere le basi dell'edifìcio politico e sociale dell'assolutismo e di riplasmare la società nazionale in diversa rinnovata fisionomia.
2. Nella rivoluzione veneziana, come pure in tutte le rivoluzioni delle altre provincie italiane di fine secolo, non si intrawedono, tra le macerie del vecchio ordine, spuntare germi dell'ordine nuovo. Del resto era vano sperare che potessero germogliare così rapidamente nuovi virgulti al soffio sinistro di una ventata distruttrice, quando la vitalità delle energie sbocciate dal focolaio di rinnovamento sociale era assai affievolita, e, dopo una seducente iniziale fioritura, era stata soffocata da violenta reazione conservatrice. In Italia, più che di quelle, era giunta la eco di questa, dissimulata dalla rettorica delle viete formule dell'illuminismo e dell'enciclopedismo, apprese con incredulità e comunque senza passione e senza convincimento. Non meraviglia che dopo breve ciclo di fortuna cadessero nell'oblio, siccome troppo estranee all'esigenza dei tempi. Sotto le ceneri di tanta distruzione invece qualche cosa di nuovo, indistinto e nebuloso inconsapevolmente covava, che non era però quello, che era tradotto nella eloquenza democratica di inefficace opera e di effimera esistenza, ma maturava nella lenta progressiva rieducazione dell'attività produttiva, capace di consolidare le conquiste quotidiane, anche se impercettibili, di avanzamento al di fuori d'ogni esibizione politica contingente e di resistere alle compressioni più spietate della reazione.
Se non si possono ravvisare profili sociali.nelle effimere agitazioni politiche del biennio fortunoso, che vide risorgere non dimenticati risentimenti, ancora vivi ed operanti, di ceti nobiliari ed intellettuali di terraferma contro la dominante, non significa che la bufera fosse passata invano: ebbe un merito, quello di far crollare una situazione economico-sociale, che si reggeva artificialmente, e aprire la liquidazione di una posizione debitoria ormai insostenibile, che non poteva essere 8anata né restaurata. Il timido accenno a restituire non il governo, ma l'amministrazione, alla vecchia aristocrazia non poteva esser accolto neppure da un regime conservatore, qua-