Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno <1957>   pagina <576>
immagine non disponibile

576
Roberto Cessi
quale una reazione al sistema di coscrizione militare obbliga­toria, che diventava sempie più molesto quanto più di fre­quente i giovani erano portati a combattere in terre lontane e ignote: ma ad alimentare il sentimento di avversione al go­verno francese, tutt'altro che benefico, contribuivano poten­temente la depressione economica, le difficoltà del vivere quo­tidiano, l'insoddisfazione dei bisogni più impellenti, l'acuirsi di uno stato di disagio materiale e morale, di cui il governo politico, inebriato da suggestioni militari, non si rendeva conto.
Ed alla sua caduta il governo francese lasciava una ere­dità assai peggiore di quella che aveva assunto dai suoi pre­decessori, solo che si consideri la massa dei beni retrodati esi­stenti invenduti dopo il 1812, molti privi di coltura ed abban­donati, e l'aumento della fondiaria da L. 13.800.000 nel 1807 a L. 20.826.247, consegnando ai successori un corpo prostra­to, che avrebbe avuto bisogno di ben altro medico.
La politica napoleonica, con altra meta, aveva obbedito al medesimo orientamento, che Mettermeli aveva posto a base del suo sistema, il sistema proibitivo in luogo di quello con­tinentale : e ne restò vittima più presto del principe illu­minato per minor capacità di controllo; ma il risultato fu identico, perchè l'ispirazione dell'uno e dell'altro attingeva ad analoga fonte in permanente contraddizione alle esigenze dei tempi, che lentamente si, ma inflessibilmente, maturava­no. La restaurazione, che s'annunciava con gli emblemi del­l'assolutismo tedesco, non arrestava il corso della crisi, dal quale doveva scaturire il rinnovamento, ma integrava, libe­randolo da moti convulsi, il processo di reazione, di cui era interprete e realizzatore l'imperialismo bonapartiano non di­versamente da quello absburgico. Tra i quali la differenza stava nel metodo e nella forma piuttosto che nei fini: militaresco quello, poliziesco questo, egualmente antiliberali nelle con­cezioni politiche e nei profili economico-sociali, quando il progresso tecnieo proponeva, con nuova impostazione dei problemi della produzione e del lavoro, anche nuove esigenze nell'ordine politico e sociale.
Applausi e violente proteste, che alternativamente si suc­cedevano al mutare di regime, erano indice di un male più