Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno <1957>   pagina <578>
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578 Roberto Cessi
per ridonar salute a un corpo dolente, trascurando di ricer­care e curare l'origine delle sofferenze.
Era fuor di luogo perseguitare le accolte patriottiche di ristretti convegni nobiliari e prestar fede alle manifestazioni di esultanza della piazza inopportunamente organizzate dalle autorità; come era espressione di poca saggezza di governo inseguire membri tutt'altro che rivoluzionari di logge masso­niche, e, per compenso, adottare la formula di germanizzare l'Italia .
3. Con questi principi e con questo andamento il go­verno viennese, che aveva raccolto tra il 1813 e il 1815 una eredità tutt'altro che brillante, compromise tosto nel Veneto il frutto di iniziale favore, lasciò immiserire una situazione già molesta* e suscitò una atmosfera di avversióne, che dai salotti trapassò nelle congreghe e nelle segrete congiure e da queste si diffuse nel popolo sotto lo stimolo di crescente di­sagio.
Ma se da manifestazioni piuttosto blande e circoscritte, da episodi esauriti in ristretti circoli, da iniziative di valore personale si pretendesse dedurre argomento per formulare un apprezzamento più largo dello spirito pubblico e un accerta­mento più profondo della maturazione della coscienza poli­tica, almeno di certe classi, credo saremmo facilmente tratti in inganno e rischieremmo avventurarci a generalizzazioni improprie.
Certamente il primo esperimento del restaurato governo austriaco non fu nel Veneto troppo felice né sotto l'aspetto economico, né sotto quello politico e morale. Ma erano le debo­lezze di una eredità poco incoraggiante; esso non seppe assecon­dare lo spirito indigeno, né comprenderne le elementari esi­genze di vita, abbandonandosi alla persecuzione poliziesca la più odiosa, quella del sospetto, che colpiva senza controllo e senza cautela di ponderati accertamenti persone stimatissime e di proposili assai temperati. Con tali metodi nel corso di pochi anni accrebbe artificiosamente il numero dei reali o pre­sunti nemici del regime, e Istigò nei prevenuti un doloroso rammarico, prodromo di inestinguibile avversione.