Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno
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1957
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pagina
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579
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// Veneto nel Risorgimento 579
Di questo insuccesso è documento eloquente la giustificazione che lo stesso governo austriaco sentì il bisogno di produrre ufficiosamente al Congresso di Verona, illustrando i presunti benefici che la propria amministrazione aveva apportato alle provincie italiche con provvidenze rivolte, almeno apparentemente, a risanare la loro situazione economica e finanziaria. Il paragone, che è argutamente istituito fra le condizioni in atto nel 1815 e i risultati accertati nel 1822, può suscitare una certa impressione, se non si tenesse presente a quale prezzo i presunti benefici erano stati realizzati, A prescindere dalle prospettive della pubblica finanza, nella quale si presumeva riscontrare una sensibile diminuzione di pressione fiscale a seguito di una amininistrazione liberale e benefica, e da quelle del concorso statale in opere pubbliche, di beneficienza e di incoraggiamento economico, notevolmente elevato, facilmente contestabili nella loro validità sostanziale a più esatta analisi tecnica, i risultati politici piuttosto negativi dell'azione governativa si possono rilevare nel profilo della politica economica. La bilancia commerciale restava sempre passiva, e se il livello delle voci passive era diminuito, non significava che ciò fosse realizzato a profitto del commercio veneto, ma, se mai, a profitto di quello dell'impero con sacrificio di quello provinciale. Le barriere, che si elevavano intorno ad esso non solo lo isolavano dalle altre nazioni di ordinario scambio, ma anche perpetuavano, anzi rinsaldavano con il cordone daziario del Mincio la frattura, appena superata, Ira Lombardia e Veneto, e vincolavano in rapporto non di complementarietà ma di stretta subordinazione l'interesse dei domini italici a quello preminente delle provincie tedesche: e questa subordinazione tanto più si accentuerà a vantaggio dei territori della monarchia absburgica, quanto più si allargherà il distacco e il latente conflitto tra gli stati germanici e quelli austriaci.
Il Veneto godeva fama di essere una regione eminentemente agricola, e come tale entrava nel calcolo della politica economica viennese, e come tale giudicata anche complementare della Lombardia. Certamente il quadro dell'attività industriale, definita dal Confalonieri cadaverica , del Veneto